Il Conad paga la tassa sui ponti di Calatrava
Reggio Emilia, la catena pagherà 10 mila euro all’archistar e al Comune per utilizzare le immagini nel nuovo spot
REGGIO EMILIA. Dopo Agip, Ferrari e note marche automobilistiche, che hanno inondato i canali tv nazionali di patinati spot sulle “Vele”, ora tocca a Conad Centro Nord, che utilizzerà i ponti di Calatrava per la prossima campagna pubblicitaria. Con un’apposita delibera, la giunta ha autorizzato Conad a impiegare uno dei simboli di Reggio nel mondo come location fotografica per lo spot autunnale. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12445334:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/11/14/fotogalleria/reggio-emilia-veste-la-bandiera-francese-dal-valli-ai-ponti-di-calatrava-1.12445334]]
Il costo? Poco meno di diecimila euro (per la precisione, 9.150), di cui 1.500 andranno all’architetto spagnolo. L’accordo con quest’ultimo prevede che sugli introiti da attività commerciali Calatrava si trattenga una percentuale di royalty come diritto d’autore, pari al 20%, mentre per fini di promozione territoriale da parte di privati o Onlus l’uso è del tutto gratuito, dribblando il tariffario (il più caro è il video, il più economico lo scatto fotografico) stilato e approvato dall’amministrazione.
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Si allunga quindi la lista ormai fitta di importanti imprese che dall'apertura dell’infrastruttura, nel 2007, hanno scelto la meraviglia architettonica come luogo di bellezza per rifarsi il look. I proventi della nuova campagna pubblicitaria Conad, come nei precedenti casi, verranno utilizzati per la manutenzione dei ponti stessi, in particolare ripristino cordoli e manufatti danneggiati, cura del verde, sistemazione dei fossi di raccolta delle acque piovane. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11829134:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/07/24/fotogalleria/i-ponti-di-calatrava-spettacolare-biglietto-da-visita-turistico-di-reggio-emilia-1.11829134]]
«Abbiamo almeno una decina di richieste all’anno, che il Comune visiona sempre e comunque per vigilare su un uso non distorto dell'immagine – spiega l'ingegnere David Zilioli del Comune che intasca il restante 80 per cento dei diritti– il fatto che i ricavi di queste operazioni vengano reinvestiti sull’opera stessa crea un circolo virtuoso. In Italia si contano sulle punta delle dita i Comuni che sono riusciti a fare accordi con il progettista per sfruttare la visibilità di un’opera: quando abbiamo dovuto stabilire il prezziario, per orientarci abbiamo chiesto in giro per l’Italia chi aveva approntato tariffari simili e non ne abbiamo trovati, solo il Lingotto di Torino ha capitalizzato così un bene pubblico, alla fine abbiamo dovuto rivolgerci all'estero».
Del resto i ponti di Calatrava sono un gioiellino alquanto oneroso e un sistema di autofinanziamento è indispensabile per non svenare le casse pubbliche.
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