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Landi rinegozia il prestito da 34 milioni di euro

Due le principali novità: per il 2016 il tasso di interesse sarà più alto e l’azienda comincerà a rimborsare il capitale prima della scadenza del 2020

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CAVRIAGO. Una obbligazione da 34 milioni di euro che sulla difficile situazione finanziaria del gruppo Landi Renzo pesa come un macigno. Da qui la necessità di correre ai ripari, con la decisione di modificare il regolamento del maxi-prestito.

L’annunciata rinegoziazione di questo debito è avvenuta ieri nello studio di un notaio reggiano, dove si è tenuta l’assemblea degli obbligazionisti.

Vi ha partecipato quasi il 70 per cento di tutti gli obbligazionisti e tutti i presenti hanno approvato le modifiche a questo regolamento. Modifiche che hanno complessivamente un unico obiettivo, quello di arginare la “fuga” di questi obbligazionisti.

E per farlo, il gruppo guidato da Stefano Landi ha dovuto ad esempio alzare ulteriormente - ma soltanto per l’anno in corso - il tasso di interesse che il gruppo di Cavriago riconosce agli obbligazionisti che insieme hanno sottoscritto quel prestito.

Un prestito che già prima di questa modifica fissava un tasso d’interesse decisamente alto almeno per i tempi che corrono: fino a ieri il tasso concordato era infatti del 6,10%. Ora per tutto il 2016 sarà invece pari al 6,50%, ovvero 0,40 punti percentuali in più.

Una concessione, questa che ha convinto gli obbligazionisti. Almeno quelli che si sono presentati all’assemblea di ieri. Altra concessione ai creditori, altra novità del regolamento riguarda invece l’introduzione della possibilità, da parte del gruppo di Cavriago, di cominciare già ora a rimborsare il capitale a questi investitori istituzionali. Una ulteriore tutela per chi ha investito in questa obbligazione e forse anche un modo - per l’azienda - di avere maggiormente la situazione sotto controllo.

Una sorta di navigazione a vista imposta dal momento non facile l'azienda rimane leader sul suo segmento di mercato ed è assolutamente solida dal punto di vista industriale. Semmai i problemi arrivano dalla finanza e da altri fattori globali: cambi sfavorevoli così come il crollo del prezzo del petrolio sui mercati internazionali, che ha ridotto l'interesse per i motori a gpl o metano, core business dell'azienda di Cavriago. Il patron Stefano Landi può contare su un'esperienza industriale consolidata di oltre 60 anni nel settore, la presenza in oltre 50 paesi e una percentuale di vendite generata all'estero di oltre l'80%.

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