Nel litigio spunta una pistola, condannato
Diciotto mesi a un fiorentino che minacciò un imprenditore reggiano con una scacciacani in via Toschi
REGGIO EMILIA. Per un banale litigio nella centralissima via Toschi aveva puntato una pistola scacciacani, ma priva di tappino rosso e dunque del tutto simile a una vera, a un imprenditore reggiano che gli aveva intimato di non appoggiarsi alla sua auto. «Così impari a rompere le palle alla gente che non conosci», avrebbe detto il fiorentino 55enne Walter Biancanelli nella notte del 22 settembre 2010 alla parte offesa, facendola anche inginocchiare.
Ieri mattina l’imputato è stato condannato a un anno e sei mesi per minaccia grave e per il porto abusivo della pistola, di un tirapugni e di una mazza da baseball che vennero trovati sulla sua auto. Il pm aveva chiesto una condanna a 10 mesi mentre l’avvocato difensore Umberto Schiavotti l’assoluzione, perché a suo avviso il suo cliente si era sentito minacciato dalle parole dell’imprenditore, che gli aveva puntato il dito contro. L’uomo minacciato si è costituto parte civile con l’avvocato Fabrizio Sessa.
Secondo quanto raccontato dai testimoni in aula, la notte del fatto qualcuno aveva informato l’imprenditore, che era in un locale di piazza San Prospero, che c’era qualcuno appoggiato alla sua Bmw. Il proprietario dell’auto era uscito ed aveva invitato l’imputato ad allontanarsi. Poi mentre rientrava nel locale ci aveva ripensato ed era tornato sui suoi passi: a questo punto il toscano gli aveva puntato contro la scacciacani, facendolo inginocchiare. Attimi tremendi, oltretutto sotto gli occhi di due testimoni. Dopo quel “rituale”, Biancanelli se ne sarebbe andato come se nulla fosse, allontanandosi con la macchina che aveva parcheggiato non lontano da lì. Non più sotto tiro, l'imprenditore ha subito telefonato al 113 e sul posto è piombata la polizia. Una veloce descrizione dell’uomo armato e della macchina con cui se ne era andato, erano stati sufficienti agli agenti per fermare il 55enne. Oltre alla scacciacani, i poliziotti trovarono nell'auto di Biancanelli anche un tirapugni, un coltello a serramanico e una mazza da baseball. Era l'inizio di un'inchiesta che ha portato il toscano sotto processo per minaccia aggravata dall'uso della pistola scacciacani e porto abusivo d'armi. (j.d.p.)
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