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Tante nutrie da abbattere ma non c’è ancora il piano

di Vittorio Ariosi
Tante nutrie da abbattere ma non c’è ancora il piano

Novellara: rinnovato l’accordo tra la giunta e la Provincia per il contenimento Ora bisogna attendere le indicazioni regionali, legate ai pareri di vari organismi

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NOVELLARA. La giunta comunale di Novellara ha rinnovato l'accordo con la Provincia di Reggio Emilia per un piano di contenimento delle nutrie. La cui presenza, esorbitante, è diventata un vero problema per i terreni agricoli e per le opera idrauliche.

Il periodo più favorevole per gli interventi sarebbe fra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. Ma, da quanto è dato capire, per il momento non vi sono le condizioni normative che consentano una azione sufficientemente ampia e organica.

In attesa dell'entrata in vigore di un piano regionale in merito, il coordinamento Agrinsieme ha invitato tutti i sindaci della Provincia di Reggio ad adottare delibere comunali anche per il 2016, considerando che «la presenza nelle nutrie nel territorio agricolo è ormai ad un livello insopportabile»; anche perché l'inverno troppo mite non ha permesso il contenimento «naturale» del numero di esemplari di questa specie.

Un problema particolarmente presente a Novellara, il Comune della Bassa con la più ampia superficie territoriale, comprendente anche le Valli, un'area verde ideale per il proliferare delle nutrie. Fra giugno e dicembre dell'anno scorso, nell'ambito dei 14 Comuni della pianura Est sono state abbattute 2.257 nutrie, 945 della quali solo nel territorio novellarese.

Le nutrie sono grossi roditori originari del Sud America, importati in Italia a partire dagli anni Venti del secolo scorso per la produzione delle pellicce. Con l'abbandono degli allevamenti, allo scoppio della seconda guerra mondiale, molti esemplari sono stati rilasciati in natura e, nel corso degli anni, hanno invaso il centro e il Nord Italia, con effetti rovinosi per le culture agricole e l'habitat di molte specie autoctone, ed anche con danni significativi agli argini dei fiumi e dei canali.

E' del tutto evidente che per combattere efficacemente l'invasione della nutrie, considerate una specie nociva e infestante, non è sufficiente prendere in considerazione solo l'ambito comunale e provinciale. Ci sono già delle linee guida adottate l'anno scorso dalla Regione Emilia Romagna, a seguito della legge di stabilità. Ora c'è anche un piano regionale in merito, ma i tempi per l'approvazione e l'entrata in vigore non sono prevedibili, perché servono i pareri di non pochi altri organismi.

Rimane il fatto che, nel frattempo, i cittadini possono procedere a tutelare i propri beni e le persone, nei limiti dalle leggi vigenti, e chiedere l'intervento della polizia municipale. Fermo restando che i cacciatori possono intervenire solo previa autorizzazione rilasciata dalla Provincia.

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