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Taxi, fermi sul numero di nuove licenze

Taxi, fermi sul numero di nuove licenze

I primi paletti “piantati” ieri in commissione. Bigi (Ctr): «Dobbiamo ragionare sui guadagni». Tutino: «C’è carenza d’offerta»

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REGGIO EMILIA. Non è stato un muro contro muro, ma nella commissione svoltasi ieri mattina sull'aumento del numero di taxi e Ncc - attualmente un'ottantina in tutto, di cui 39 i taxi riuniti nel consorzio monopolistico Ctr - un paio di paletti paiono insormontabili. In primis il nodo dell'incremento del numero delle licenze: 24 entro il 2016 secondo il Comune, al massimo la metà in un anno secondo i tassisti.

LICENZE. Il Comune, ha dichiarato l'assessore alle Infrastrutture Mirko Tutino, «nelle more di un Piano redatto dall'Agenzia della Mobilità che punta a raggiungere un numero di 100 licenze entro il 2020, ha ribadito l'esigenza di emettere un numero di 24 licenze nel 2016». Fabrizio Bigi, presidente del Ctr, commenta a stretto giro: «L'idea di aggiungere alle attuali 36 licenze altre 24, in un colpo solo, ci sembra troppo. Noi siamo favorevoli ad implementare il numero, però è indispensabile una progressione». Per il Ctr è ricevibile un compromesso dell'ordine di 12 taxi in più nel 2016 e altrettanti nel 2017. «Magari se andrà bene il primo anno saremo noi stessi a invitare a potenziare, ma il passo dev'essere graduale, perché noi dobbiamo fare nuove assunzioni e da quelle non si torna indietro. Senza contare che queste 24 sarebbero la prima tranche di un totale di 40 nell'arco di qualche anno. Ci sono tassisti che hanno anche dipendenti che rischiano di restare a casa - prosegue Bigi - tra l'altro su questa nostra impostazione hanno concordato tutte le parti sociali presenti in commissione (Confesercenti, Confcommercio, Industriali e Saca, associazione di trasportatori Ncc): mi auguro che anche l'assessore venga dalla nostra parte, perché se non ci sarà un guadagno sufficiente è chiaro che si scatenerà una lotta tra operatori che non porterà benefici né all'utente né alla città».

QUOTE ROSA. Secondo l'assessore, nelle 24 licenze sono da prevedere «una quota donne, una quota per auto elettriche e la messa a pagamento delle licenze». Sulle quote rosa ed elettriche «non è stato chiarito il numero, ma posso supporre che si parli di un incremento dell'ordine di 5 rosa e 5 elettriche - afferma Bigi -. Sulle quote rosa noi siamo assolutamente favorevoli, però al momento le tre tassiste donne titolari di licenza fanno solo i turni diurni, per una questione di sicurezza; a regime, anche loro dovranno lavorare di notte».

REDDITO E SATELLITE. Tutino ha osservato che «è difficile poter basare la programmazione di un servizio pubblico sul tema della sostenibilità economica per i singoli taxisti. Non sapendo quanti viaggi vengono fatti (perlomeno fino a quando non si attiva un sistema di controllo satellitare) e quale sia il reddito di un taxista». Bigi, però, non ci sta a farsi fare i conti in tasca e a far passare il messaggio di una categoria che piange miseria a prescindere: «Magari un taxi guadagnasse quello che dicono gli Ncc: l'incasso mensile di un'auto si aggira sui 4 mila, ma il guadagno reale è di 2 mila euro. E del resto un amministratore pubblico non può partire dal presupposto che c'è una categoria che evade le tasse». Confermato il no, da parte del Ctr, all'ipotesi di cedere il controllo satellitare della centrale operativa a un soggetto terzo: «Non capisco cosa pensano di poter vedere con il satellite. Comunque siamo disponibili a cedere dei dati, non abbiamo nessuna preclusione».

CITTA’ LIMITROFE. «Abbiamo chiaro - ha dichiarato Tutino - che a Parma ed a Modena ci sono molte più licenze attive e che guadagnano, abbiamo chiaro il fatto che a Reggio dal 1997 il numero di licenze è sempre lo stesso e che nel frattempo si è sviluppata la stazione Alta Velocità, il Malaguzzi e l'Università. Possiamo prevedere che si aumenterà il mercato e che gli attuali taxisti non saranno danneggiati. I dati di Nomisma ci dicono che meno del 5% dei fruitori della Mediopadana usano il taxi, numerosi potenziali clienti oggi rinunciano in partenza per la carenza di offerta».

Bigi ribatte a stretto giro di posta: «Paragonare Modena e Parma a Reggio non è corretto. Noi abbiamo contatti con i tassisti di quelle città e attualmente la media degli incassi è uguale: solo Parma guadagna qualcosa di più di noi, perché c'è la fiera e l'aeroporto. Significa che qui c'è meno lavoro, perciò diventa ancor più importante procedere con gradualità».

CENTRO STORICO. Nel corso della commissione non si è nemmeno accennato all'ipotesi centro storico vietato alle auto bianche - che ora possono andare ovunque - forse perché lo stesso Comune non ha ancora scelto tra le due scuole di pensiero allo studio.

RINVIO. Le parti si sono date quindi una settimana di tempo per esaminare valutazioni e proposte; la commissione si riunirà infatti di nuovo all'inizio della prossima settimana, mentre già il 4 aprile, annuncia l’assessore Mirko Tutino, il tema approderà in consiglio comunale. Alla domanda cosa faranno se il Comune andrà avanti per la sua strada, Bigi soppesa le parole: «L'ipotesi sciopero la escludo, non serve a nulla. Il Ctr potrebbe piuttosto decidere, ma non è una decisione che posso prendere io, di assumere solamente un certo numero di nuovi tassisti; dopodiché quelli che rimarranno fuori si adatteranno. Ma non vorremmo dovere arrivare a questo punto».

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