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Il Comune di Reggio Emilia ordina la bonifica di cinque discariche abusive

Il Comune di Reggio Emilia ordina la bonifica di cinque discariche abusive

Rifiuti pericolosi e non. Frigoriferi, televisori, lavatrici, monitor per computer. E poi latte di plastica, bidoni di plastica e ferro, legno, vetro, mobili in disuso, pneumatici...

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REGGIO EMILIA. Rifiuti pericolosi e non. Frigoriferi, televisori, lavatrici, monitor per computer. E poi latte di plastica, bidoni di plastica e ferro, legno, vetro, mobili in disuso, pneumatici, svariati rifiuti domestici. In alcuni casi persino delle automobili. Il Comune ordina la bonifica di cinque discariche a cielo aperto presenti in città, imponendo ai proprietari dei terreni la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti abbandonati.

È quanto contenuto in cinque ordinanze emesse nei giorni scorsi dal servizio Risorse del territorio Ambiente: due riguardano via Gramsci, ai civici 124 e 126, altre due via Bigi (ai civici 8 e 10) e una quinta in via Borghetto, al civico 2.

I provvedimenti sono stati emessi dopo ispezioni del Corpo Forestale dello Stato, che ha rilevato nei terreni situazioni che potrebbero potenzialmente essere causa di problemi di carattere igienico-sanitario. In via Gramsci 126, vicino a un fabbricato disabitato, sono stati trovati lastre e materiali in amianto, pneumatici, paraurti di veicoli, sacchi di plastica, bidoni di plastica, rifiuti domestici.

Il Comune ha accertato che i terreni sono di proprietà di tre ditte reggiane, la Centaurus, la En.ge.co e la Trasp, alle quali è stato dato l’ordine di ripulire e mettere in sicurezza l’area. Il civico 124, invece, è risultato di proprietà di due privati cittadini di Bagnolo.

Tre invece i privati cittadini proprietari dell’area di via Bigi 10, dove sono stati trovati fra le altre cose una batteria al piombo esausta, materiale elettrico, mattonelle, pneumatici, lavatrici, un frigorifero, una tv, bombole gas, monitor pc, mobili rotti, interni di un veicolo rotto.

Una sola, sempre di Bagnolo, la proprietà di via Bigi 8, così come per via Borghetto 2. I proprietari dovranno intervenire non oltre 30 giorni dalla data di ricevimento dell’atto. Il mancato rispetto dell’ordinanza è punito con la pena dell’arresto fino ad un anno. (e.spa.)

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