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«Pioggia di euro da Sabar. È Babbo Natale?»

«Pioggia di euro da Sabar. È Babbo Natale?»

Cadelbosco, Giansoldati (Prc): «Come mai tanta generosità? Se vogliono la discarica, ci opporremo»

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CADELBOSCO SOPRA. «Come mai tanta generosità da parte del consorzio Sabar, di cui Cadelbosco non fa parte? Solo un contributo di compensazione o c’è sotto dell’altro? Non c’è, forse qualche collegamento con quel milione di tonnellate di rifiuti speciali che Iren non sa dove collocare, visto che i movimenti ecologisti di Carpineti e Toano si oppongono fermamente alla riapertura di un sesto lotto della discarica di Poiatica?».

Questa è la domanda che Pietro Giansoldati, consigliere di Rifondazione Comunista pone al sindaco di Cadelbosco Sopra, Tania Tellini. Secondo il consigliere Giansoldati, «Cadelbosco ha subìto, negli ultimi 10 anni una vera e propria esplosione edilizia e, ovviamente, demografica. Ma, come è noto, le ingenti risorse incassate per le licenze edilizie non sono servite per creare le adeguate infrastrutture ma sono state investite in un faraonico campo da calcio».

Ma l’esponente di Prc aggiunge anche: «Oggi, ma anche ieri, visti i lavori effettuati anni fa a Villa Seta e Villa Argine, arriva “Babbo Natale-Sabar” che investirà la bellezza di 500mila euro a favore del comune di Cadelbosco. È una compensazione per i forti disagi subiti a livello di dissesto delle strade percorse dai mezzi pesanti di Sabar e dell’inquinamento atmosferico conseguente ai tubi di scarico e alle esalazioni della discarica. La giunta comunale di Cadelbosco prende la palla al balzo e decide di utilizzare quel denaro per dotare il capoluogo degli indispensabili marciapiedi, proprio come si fa nei paesi civili dell’Europa. Inizia la canea, di basso profilo, per l’aggiudicazione di quella cifra. Perché non la si spende per Villa Seta, frazione martire, frazione abbandonata che più soffre per la presenza di questa mega discarica?» Sempre secondo Giansoldati, consigliere di Prc «Reggio Emilia, a livello gestione rifiuti è all’anno zero. La raccolta differenziata, checché se ne dica, è molto in ritardo e di pessima qualità (i bidoni in strada per le frazioni carta, plastica, vetro e lattine danno in genere un prodotto di basso valore). Reggio non dispone, per fortuna, di inceneritori, non dispone di discariche (esclusa Sabar), tramontato il mega faraonico baraccone Tmb, non si sa che fine farà anche il più modesto Tm. Non dispone neppure di un impianto di compostaggio, vista la fine di quello di Mancasale». E Giansoldati chiede. «Ora, tutti i nostri rifiuti verranno bruciati nell’inceneritore di Parma o si tenterà di riaprire la discarica della Sabar? Guarda caso, l’unico spazio libero e disponibile è un terreno adiacente alla discarica, acquistato da Sabar sul territorio di Cadelbosco. Ma per poterlo utilizzare occorre un passaggio in consiglio comunale. Ecco allora che arriva una camionata di soldi, ancor più graditi dalle esangui casse del comune. Una volta effettuati i lavori, sarà più difficile dire di no a Babbo Natale-Sabar».

«Il fatto che del caso “compensazione” a Cadelbosco si sia interessata direttamente Atersir, non fa che confermare questi nostri sospetti. Una cosa è certa – ha concluso il consigliere di Prc –- se le cose prendessero questa piega Rifondazione saprà organizzare un’adeguata resistenza all’ennesima idea di chi non ha saputo progettare un piano per lo smaltimento rifiuti». (m.p.)

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