A Reggio il morbillo torna a fare paura
Dall’inizio dell’anno nella nostra provincia si sono verificati due casi. Sono dodici quelli contati nella vicina Parma
REGGIO EMILIA. Nella nostra provincia si sono verificati due casi dall'inizio dell'anno, ma in quella di Parma se ne sono contati dodici, compreso quello di cui s'è avuta notizia ieri. Quindi si incomincia a temere l'inizio di un'epidemia vera e propria, che si diffonderebbe come un baleno anche al di qua dell'Enza.
Il morbillo, malattia pericolosa, talora mortale quando colpisce gli adulti, ricomincia a fare paura. Le persone colpite nel territorio reggiano hanno 30 e 45 anni. Per fortuna non è stato necessario ricoverarle in ospedale. Nell'Ausl parmense, invece, sono stati disposti cinque ricoveri, per due uomini e tre donne di età compresa fra 27 e 55 anni, nel reparto di malattie infettive ed epatologia dell'ospedale Maggiore. Il primo vi è finito in condizioni critiche il 7 gennaio. Quindi si sono ammalati in rapida successione un familiare e altre persone residenti perlopiù nelle zone vicine. I degenti sono stati dimessi nel giro di quattro o cinque giorni, esclusa una signora con un quadro clinico già compromesso, che è ritornata a casa dopo due settimane. Fin dalle prime segnalazioni la nostra Ausl s'è allertata per fare fronte alla possibile minaccia.
«I due casi del 2016 - sottolinea Giovanna Mattei, responsabile del servizio di Igiene pubblica - non sono pochi. Per parecchio tempo non ne avevamo registrato alcuno. Negli ultimi tre anni, invece, si è verificata una ripresa del morbillo. Nel 2014 anche la provincia di Reggio è stata coinvolta dall'epidemia diffusa in tutta l'Italia. Il 2015 è trascorso in maniera relativamente tranquilla. Quest'anno, invece, il contagio sta ricominciando. Il virus identificato attraverso le analisi a Reggio e Parma appartiene allo stesso ceppo di quello trovato in Lombardia. Le persone colpite, infatti, avevano contatti con quella regione, dove la malattia sta avanzando».
E' sconcertante il fatto che fra i contagiati nella provincia di Parma ci siano professionisti dell'ambito sanitario: un rappresentante di articoli per sale operatorie, due medici ospedalieri, l'infermiera di un medico di famiglia e un operatore socio-sanitario.
«Il morbillo - spiega l'infettivologo Pietro Ragni - è contagiosissimo. Una volta i luoghi di diffusione del virus erano gli asili infantili, le scuole e le caserme. Ora invece sono gli ospedali. Perciò l'Ausl reggiana ha praticato una politica molto spinta di vaccinazione del personale, presa come modello dal ministero della sanità, arrivando a immunizzarne quasi il cento per cento. Non è un caso a questo punto che nella nostra provincia i casi di morbillo siano molto meno numerosi che in quella di Parma».
Anche il nostro territorio, peraltro, accusa una diminuzione assai preoccupante delle vaccinazioni: per morbillo-parotite-rosolia copre l'88,5% della popolazione infantile, per meningococco C l'88,6-93,3%, per la pertosse il 95%, per l'emofilo B il 94,2-94,4%, per lo pneumococco il 93,1%.
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