Gazzetta di Reggio

Reggio

Asta deserta per l’ex Consorzio, è polemica

di Luca Tondelli
Asta deserta per l’ex Consorzio, è polemica

Castelnovo: Ugolotti e Valentini chiedono di farne la sede del museo degli artisti della montagna

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Si riaccende il dibattito politico sul destino dell’ex Consorzio agrario provinciale, il vetusto edificio di piazzale Matteotti, di proprietà comunale, che l’amministrazione avrebbe destinato all’alienazione. A riaccenderlo è proprio il fatto che il primo tentativo di asta pubblica è andato deserto, e quindi torna ad intervenire il gruppo di minoranza “Progetto per Castelnovo” che per la struttura aveva suggerito di considerare una funzione comunque pubblica, culturale-museale.

Affermano il capogruppo Robertino Ugolotti e il consigliere Daniele Valentini: «Nell’ultimo consiglio comunale, all’ordine del giorno si è parlato dell’alienazione del Consorzio Agrario Provinciale, su una base d’asta di 940 mila euro più Iva, per la realizzazione di un nuovo progetto che prevedeva la demolizione e la ricostruzione dell’edificio per una superficie di 2500mq, che ospiterebbe spazi Commerciali, per ristorazione, abitativi e parcheggi sotterranei».

«Come gruppo avevamo espresso voto contrario, motivandolo sul fatto che Castelnovo non ha bisogno di nuove aree commerciali, che avrebbero indebolito ulteriormente il Centro del paese e che veniva tolta la possibilità di avere spazi pubblici in centro».

Proseguono Ugolotti e Valentini: «Seppur convinti della necessità di sistemazione del Consorzio, abbiamo proposto un progetto della Associazione “Vivere in Appennino 2.0”, redatto da Giuliana Sciaboni, per uno spazio culturale dove si potevano prevedere spazi per mostre, sala polivalente, spazi per i bambini, un museo degli artisti delle montagna e un caffè letterario».

«La maggioranza e il Movimento 5 Stelle – ricordano i due consiglieri di “Progetto per Castelnovo” – hanno votato contro la nostra proposta, con la motivazione che la vendita del Consorzio era necessaria per la razionalizzazione del Centro Culturale Polivalente e alcuni interventi su Palazzo Ducale. Il Bando è stato presentato e ad un mese dalla sua pubblicazione si è dovuto prendere atto che nessuna offerta è stata fatta. Cosa abbastanza prevedibile».

Concludono i due consigieri: «Alla luce della situazione chiederemo alla amministrazione come intende procedere dopo questo primo autogol. Noi chiediamo di fermare ogni nuovo tentativo di riproporre una nuova asta, magari a prezzo ribassato – affermano Ugolotti e Valentini –, ma di aprire invece un confronto con cittadini e imprenditori per valorizzare questo edificio con un’ottica diversa, culturale, aperta a forze giovani che potrebbero organizzarsi per creare occupazione, creando un laboratorio per lo sviluppo partendo dal nostro progetto, oppure con nuove idee, recuperando l’edificio come patrimonio di sviluppo e rilancio del nostro Comune e dell’Appennino».(l.t.)

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