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AL CONSOLATO ITALIANO A PARIGI

“La primavera della memoria” parla reggiano

“La primavera della memoria” parla reggiano

Dal 17 al 19 marzo sul web: tra i protagonisti Antonio Canova, geo-storico di Unimore

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REGGIO EMILIA. “Italia in rete” e il Consolato Generale d'Italia a Parigi parteciperanno alla biennale "Printemps de la Mémoire" organizzata dal Réseau Mémoires et Histoires con diverse e variegate iniziative intorno al Centro virtuale di storia orale e popolare dell'emigrazione italiana. Un progetto che parla reggiano grazie alla presenza di Antonio Canovi, geo-storico dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e alla partecipazione dell’associazione Fratellanza Reggiana. «Un titolo che è tutto un programma. Anzi un titolo che, nelle giornate del 17 e 19 marzo, si fa programma. Un centro virtuale - si legge in una nota del Consolato - è uno spazio archivistico e museale geolocalizzato nell’immenso universo del web, cioè dovunque e da nessuna parte. Potenzialmente efficace per gli under 30, tendenzialmente poco inclini a frequentare musei della memoria. Proprio per questo gli organizzatori si sono inventati un concetto originale che trasformerà gli spazi del Consolato in sito in cui navigare e capitare sul “reale” che è stato alla base dei progetti memoriali del centro virtuale». Le sale del Consolato ospiteranno le performance artistiche di attori, cantanti e musicisti che si alterneranno con concerti, letture e spettacoli che hanno ispirato la loro ricerca artistica. Verranno allestite poi, due mostre fotografiche: una sull’Accademia Vitti, l’altra su «Partigiani e Resistenti: i geni dell’antifascismo» (progetto delle associazioni Fratellanza Reggiana ed Emilia-Romagna, con gli scatti in bianco e nero di Veronica Mecchia).

In programma anche un incontro con Antonio Canovi, geo-storico dell’Università di Modena e Reggio Emilia, ideatore delle geo-esplorazioni negli appennini e nella regione parigina che risponderà a domande su memoria e luoghi, usando live gli strumenti del mestiere: cartografie, archivi, fonti orali e popolari. È ancora Canovi, l’ideatore di una raccolta di interviste-video sul «cosa vuol dire “far” memoria».

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