Niente sconti all’assassino di Lorenzo
Bibbiano: la Corte d’assise rigetta il ricorso dell’imputato e aumenta i risarcimenti ai famigliari da 175 mila a 600 mila euro
BIBBIANO. Niente sconti di pena all’assassino di Lorenzo Burani e un aumento considerevole dei risarcimenti alle parti civili, 600 mila euro invece dei 175 mila euro riconosciuti come provvisionale in primo grado. L’esigenza di giustizia dei familiari del 38enne di Bibbiano, ucciso il 30 settembre 2013 a Lesignana, nel modenese, non è stata sicuramente soddisfatta. Almeno però è stata evitata un’ulteriore ferita ai parenti, che anche ieri hanno manifestato il loro disappunto in aula e se non altro il danno subito è stato quantificato, dal punto di vista economico, in modo più congruo rispetto alla sentenza di primo grado.
Il processo d'appello si è svolto a Bologna davanti alla corte d'Assise. Il ricorso non è stato presentato dal pm e dunque non c'era possibilità di aumentare i 12 anni di condanna inflitti in primo grado al 52enne Giovanni Nebbioso. L'appello è stato presentato dal difensore dell'imputato, Erika Zinani, che puntava a uno sconto sulla base della seminfermità mentale del suo assistito.
L'appello è stato proposto anche dalle parti civili che però non hanno voce in capitolo nella quantificazione della pena, ma solo nell'aspetto che riguarda le provvisionali concesse a titolo di risarcimento. Ieri in aula c'erano i genitori della vittima, Elisabetta Hatziapanajotu e Franco Burani e il fratello Roberto, tutelati da Domizia Badodi e Giovanni Tarquini, e la compagna Valeria Bigi che si è costituita anche per la figlia minorenne con l'avvocato Marco Favini. Chiedere un risarcimento maggiore ha avuto un significato prima di tutto simbolico, dato che l’imputato risulta non avere beni. Gli avvocati dei familiari nella loro arringa hanno infatti contestato la sentenza di primo grado, che ha riconosciuto la seminfermità e ha escluso le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi.
Il collegio, che ha rigettato l'appello dell'imputato, ha riconosciuto 250 mila euro alla figlia della vittima, 150 mila alla compagna, 100 mila ciascuno ai genitori e 50 mila al fratello.
L'artista Lorenzo Burani viveva a Barco di Bibbiano ed aveva il suo atelier a Cavriago. Il 30 settembre 2013 è stato ucciso a Lesignana di Modena a colpi di pistola sulle scale della palazzina di un amico che stava traslocando. Il napoletano Giovanni Nebbioso, che il giorno prima era stato preso in giro dalla vittima, si presentò armato e poi colpì Burani più volte senza lasciargli scampo.
Ieri la compagna di Burani ha criticato ancora una volta la piega che il processo ha preso (era accaduo anche al termine del processo di primo grado). Il presidente del collegio ha avuto parole comprensive per il dolore dei familiari, pur spiegando che non è consentito intervenire in aula.
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