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Processo Aemilia, corsa contro il tempo

di Jacopo Della Porta
Processo Aemilia, corsa contro il tempo

Il presidente del tribunale di Reggio Emilia, Caruso: «Il 23 marzo saremo pronti». Vertice sulla sicurezza con le forze dell’ordine

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REGGIO EMILIA. «I lavori procedono e saremo pronti per la data prevista». Il presidente del tribunale Francesco Caruso ha appena incontrato i vertici delle forze dell’ordine reggiane, per fare il punto sullo stato dei lavori dell'aula bunker del processo Aemilia e discutere degli aspetti legati alla sicurezza, quando rilascia questo commento.

Il prefabbricato comincia a prendere sempre più forma, ma il 23 marzo, data prevista per l’inizio del dibattimento, si avvicina. «Saremo pronti per fare l’appello, poi al massimo se sarà il caso rimanderemo l’udienza di una settimana», ha aggiunto il presidente.

Essere puntuali, almeno per l’appello, è importante perché se non si arrivasse in tempo sarebbe necessario rifare tutte le notifiche ai 147 imputati e ai loro difensori. Un lavoro molto impegnativo, che si deve evitare in ogni modo di dover ripetere per scongiurare ritardi all’inizio del dibattimento. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.13102720:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.13102720:1649476194/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Una preoccupazione espressa martedì anche dal pm Marco Mescolini, della Dda di Bologna, che sosterrà l’accusa nel processo che si svolgerà a Reggio. Il magistrato, constatando l’avanzamento dei lavori nel cortile del tribunale, aveva auspicato che tutto fosse pronto per la data indicata proprio per la questione delle notifiche.

Il presidente Caruso, che segue personalmente ogni giorno l’avanzamento dei lavori, si è intrattenuto con il questore Isabella Fusiello, il comandante provinciale dei carabinieri Antonino Buda e il comandante delle fiamme gialle Ippazio Bleve, attorniati dai loro collaboratori, per un sopralluogo nel cortile del tribunale, dove sta sorgendo l'aula speciale.

Nell’incontro si è parlato degli aspetti legati alla sicurezza, dentro e fuori il Palazzo di Giustizia. Tra le misure previste c’è il rafforzamento delle videosorveglianza che controlla il perimetro del tribunale ed altri accorgimenti.

L’ingresso dei dipendenti e degli avvocati, dove ora si accede con il badge, sarà dotato di un dispositivo per leggere le impronte digitali. L’ordine degli avvocati in proposito ha chiesto garanzie sul trattamento di questi dati, che rientrano a tutti gli effetti tra quelli sensibili tutelati dalle norme sulla privacy.

L'ingresso per chi è diretto al processo Aemilia sarà dotato di due varchi dotati di metaldetector. Tutti gli altri utenti continueranno a passare dall'attuale ingresso, presidiato dalle guardie giurate dotate di metaldetector e raggi x per controllare le borse.

L’uscita dal tribunale, per tutti, resterà quella attuale: un solo tornello dove alla prima udienza potrebbero verificarsi un po’ di file dato l’afflusso straordinario di persone.

Nei giorni scorsi il presidente Caruso aveva incontrato anche i vertici della polizia penitenziaria reggiana per discutere degli aspetti legati all’ingresso e all’uscita degli imputati detenuti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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