Rapina sventata, i banditi restano dentro
I tre stranieri fermati dalla squadra mobile all’Acqua e Sapone avevano un coltello e una pistola
REGGIO EMILIA. Restano in carcere i tre nordafricani arrestati sabato sera davanti all’Acqua e Sapone di via Ferruccio Ferrari, sul retro del Meridiana, con l’accusa di aver tentato una rapina a mano armata.
Il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere per il tunisino Wahid Jendoubi, 35 anni e i marocchini Abdelaziz Mabtoul, 20 e Somrami Sofyen, 30.
Le squadre mobili di Reggio e Modena erano sulle tracce dei tre da un po’ di tempo. La polizia stava conducendo delle indagini su alcune rapine commesse nelle due province. Uno dei tre indagati è alto un metro e 90 e la sua presenza sarebbe stata notata sulla scena di altri crimini. Due invece hanno precedenti per rapina.
Sabato gli agenti hanno seguito la banda nel tentativo di rapina. I tre sono arrivati davanti all’Acqua e Sapone che però aveva appena chiuso: così hanno bussato al vetro ma un addetto ha risposto che non potevano entrare. Appena i tre sono tornati sui loro passi i poliziotti li hanno fermati: addosso avevano una pistola scacciacani e un coltellaccio. Inoltre si erano coperti in parte il volto per non farsi riconoscere.
I legali difensori hanno chiesto che l’arresto non fosse convalidato, perché il tentativo di rapina non si sarebbe configurato. Il giudice non è stato però dello stesso avviso e ha accolto le richieste del pm.
L’addetto che ha sventato la rapina, non aprendo la porta, si è poi dimostrato molto solerte anche quando la polizia ha bussato a sua volta al vetro per farsi aprire. Il giovane ha prima chiamato in questura e solo dopo aver avuto rassicurazioni che quelli che aveva di fronte erano effettivamente agenti ha aperto la porta.
L’inchiesta continua per verificare se la banda abbia commesso altri colpi (j.d.p.)
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