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«Un candidato sindaco contro la solita politica»

di Luca Tondelli
«Un candidato sindaco contro la solita politica»

Ventasso: l’annunciata partecipazione del dottor Antonio Manari alla primarie per le elezioni nel nuovo Comune smuove le acque, e non solo nel centrosinistra

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VENTASSO. Ha stupito in tanti la sua annunciata partecipazione alle primarie del centrosinistra per designare il candidato Sindaco del Comune di Ventasso. Se infatti in campo professionale, medico nello specifico, Antonio Manari è ben conosciuto a livello provinciale, il cardiologo a livello politico è quasi una new entry. E questa alla Gazzetta è la prima intervista che rilascia.

Dottor Manari, come è emersa la sua disponibilità alla candidatura?

«Nei mesi scorsi, nelle chiacchiere della domenica mattina al mio paese e nei corridoi dell'ospedale quello che sentivo dire spesso sul Comune di Ventasso era: “purché non ripresentino la solita ricetta della politica". Pur nel rispetto e considerazione del lavoro e dell'impegno di chi ha amministrato la montagna negli ultimi 20 anni, la percezione della gente, ed anche la mia, è che per questa nuova esperienza, con 4 comunità che iniziano un percorso di unione non solo sulla carta ma anche di fatto, sia importante una immagina di novità anche nella gestione amministrativa».

Quali sfide comporterà questo nuovo ente?

«Nel nuovo organismo comunale, consiglio e giunta, sarà indispensabile la rappresentanza di tutti e quattro i territori per portare le esigenze di tutti e verificare che non ci siano "figli e figliastri", ma sarà altrettanto importante professionalità, impegno e collaborazione ad un progetto comune. Il manuale Cencelli non rientra nei miei pensieri: promettere tutto a tutti sapendo già in partenza di non potere mantenere le promesse, ma solo per clientelismo e per acquisire consenso, non è la mia filosofia».

Un tema caldo sarà senza dubbio quello della sede.

«Nei primi incontri con le persone, fatti per capire quale poteva essere l'impressione e l'accettazione della mia candidatura, pensavo di trattare temi come quello di ripensare a come trattenere a vivere su questo territorio giovani che vogliono vivere qui ma che attualmente debbono fare i pendolari, servizi sul territorio, tra i quali in primis l'ospedale di Castenovo. In realtà il tema della sede mi è stato chiesto da più parti, per cui vorrei sgombrare il campo da possibili equivoci. I miei genitori erano entrambi nativi di Busana, sono abituato a vedere il Comune di Busana a 20 metri da casa mia, ma per la nuova sede cambia lo scenario. Non stiamo parlando della sede di un singolo Comune ma di una sede che rappresenterà quattro territori. La risposta che mi è venuta spontanea è che sarà necessaria una ricognizione dell'esistente, valutazioni di potenziali sedi, valutazione dell'eventuale impatto economico e sottomissione di questi risultati ai cittadini del Comune di Ventasso che si dovranno esprimere sulla scelta definitiva, visto che attualmente Busana è sede "provvisoria" in attesa della nuova amministrazione».

Ha già avuto modo di cogliere qualche reazione alla sua candidatura?

«Sì, molte positive, ma mi sono giunti anche rumors sul fatto che sarei un candidato di facciata con dietro un gruppo di persone che mi manovrerà. Credo la mia vita personale e professionale abbia ampiamente dimostrato che sono difficilmente manipolabile: le numerose "portata in faccia" che ho preso in vita mia sono frutto, anche, di posizioni personali su temi di cui sono convinto».

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