La Cgil attacca il Jobs Act «Assunte solo 35 persone»
Nuovo affondo della Camera del Lavoro: «I nuovi contratti sono tutti precari» Il segretario provinciale Mora: «I lavoratori sono più poveri e ricattabili»
REGGIO EMILIA. Più commercio e servizi in termini di imprese e di occupati e un arretramento del settore manifatturiero da sempre trainate per l’economia reggiana. «Se la fotografia dell’economia reggiana è cambiata e l’aumento della disoccupazione si è arrestata, non vi è però stata la sbandierata una ripresa occupazionale».
Il giudizio espresso ieri dalla Camera del lavoro trova conferma nella previsione per il 2016 del segretario provinciale, Guido Mora, secondo il quale «si registrerà un ulteriore restringimento della base produttiva e in particolare nel settore manifatturiero. Non prevediamo le gravi crisi aziendali del 2015 ma assisteremo a uno stillicidio, anche perché il Job Act, il decreto Poletti e la riforma Fornero prima, hanno indebolito i diritti dei lavoratori».
Per la Cgil inoltre «i lavoratori reggiani oggi sono più ricattabili, impauriti e si sono impoveriti». Un giudizio che viene usato come una clava per spiegare che a Reggio e più in generale nel Paese, la ripresa occupazionale è una storiella o poco più. «Nel 2015 gli avviamenti al lavoro a Reggio sono stati solo trentacinque», ha sottolineato Vanna Gelosini della segreteria provinciale, che ieri ha illustrato i dati dell’analisi sul periodo 2008-2014 (ultimo dato disponibile). Studio da cui emerge che i disoccupati sono 36.629, con una crescita dell’8% e pari allo 0.8% per la disoccupazione giovanile.
«Trend che non cambierà nel 2015 e ci aspettiamo un altro dato negativo», commenta Guido Mora, per il quale «i dati mostrano come al calo della disoccupazione non corrisponda un aumento di occupati, a conferma che i miliardi di euro elargiti a pioggia anziché essere destinati a premiare le imprese che creano occupazione non sono serviti».
Una bocciatura netta anche per il governo Renzi, «che non è diverso da quelli che lo hanno preceduto». A Reggio Emilia, a livello numerico, su una popolazione di 450mila abitanti la forza lavoro era pari 247mila unità, di cui 231 mila occupati (il 75.8% lavoratori dipendenti e il 24.2% autonomi) e 16 mila in cerca di lavoro. Dal 2008 al 2014 l'industria ha perso il 13.6% dei propri posti, le costruzioni il 22.7% mentre il settore terziario ha fatto segnare un + 4.7%. Sulla base dai dati dei Centri per l’Impiego, nei primi nove mesi del 2015 i disoccupati sono aumentati di 2.729 unità, per un totale di 36.629 disoccupati e con un aumento del 136.9% rispetto al 2008.
Sempre nel 2015 sono aumentati del 5% i contratti a tempo indeterminato (il 16.3% del totale dei nuovi contratto), mentre i rapporti a tempo determinati e i lavori precari sono stati 83%: il 63% nei servizi, il 29% nell'industria e il 7.7% in agricoltura. Infine il saldo totale di nuovi posti di lavoro è stato di +35 unità, rispetto alle 9.965 unità del 2007 ultimo anno pre-crisi. Nel 2015 sono stati autorizzati a Reggio 5.5 milioni di ore di cassa integrazione (per 9.661 lavoratori di 172 aziende), i contratti di solidarietà sono stati 64 per 4.981 lavoratori e le imprese che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione straordinari sono state 17 per 1.399 lavoratori, cui vanno aggiunti il migliaio di lavoratori in cassa integrazione in deroga.
Nel periodo 2008-2015 sono state 71 milioni le ore di ammortizzatori sociali erogate. Da ultimo, l’utilizzo dei voucher nel 2015 hanno avuto un'impennata. In Italia ne sono stati venduti circa 115 milioni (+66% sul 2014) di cui 14 milioni in Emilia-Romagna (+63% sul 2014).
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