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La magistratura contabile «Stretta sugli incarichi»

di Evaristo Sparvieri
La magistratura contabile «Stretta sugli incarichi»

L’intervento del procuratore regionale all’inaugurazione dell’anno giudiziario «Dati preoccupanti, abbiamo attivato tutti i meccanismi di investigazione»

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BOLOGNA. «Un dato molto preoccupante, sotto costante attenzione. Noi abbiamo attivato tutti i meccanismi di verifica e investigazione che guardano non soltanto alla gestione della spesa contrattuale, ma anche al conferimento delle cariche e degli incarichi professionali». Non solo appalti e spese pubbliche. Ma anche l’assegnazione degli incarichi professionali. Sono questi i settori su cui il procuratore regionale della Corte dei Conti, Salvatore Pilato, alza la soglia d’allerta per il rischio infiltrazioni mafiose, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, ieri mattina a Bologna nel circolo ufficiali.

Un paragrafo della relazione annuale è dedicato proprio all’inchiesta Aemilia e alle successive verifiche scattate negli enti locali da parte della magistratura contabile: «In relazione all’esito di tali verifiche ispettive – si legge nel documento – sono stati delegati e sono in corso di coordinamento alcuni approfondimenti documentali, mirati alla gestione della spesa per la ricostruzione dagli eventi sismici del 2012 e sulle procedure di gara per l’affidamento dei lavori pubblici. In tali accertamenti assume efficace rilevanza la disciplina anticorruzione, soprattutto nella conformazione data ai nuovi istituti della incompatibilità e della inconferibilità di cariche elettive e di incarichi pubblici». Pilato ricorda che i fenomeni legati alla criminalità organizzato «sono sicuramente ben noti, dal punto di vista della strategia operativa, nelle aree del Mezzogiorno d’Italia».

Ma, avverte, «vi è stato uno spostamento di interesse, perché il crimine organizzato si sposta nelle aree dove vi è un margine di liquidità finanziaria nell’esercizio delle attività pubbliche». Ed è in questo ambito che la magistratura contabile ha concentrato la propria attenzione: «C’è tutta una strategia operativa e di accertamento che si è resa necessaria», conclude Pilato, secondo il quale tuttavia «i meccanismi istituzionali stanno ben reagendo alle necessità imposta dal fenomeno». Un’attività antimafia svolta nell’ambito di un più ampio ventaglio di istruttorie aperte dalla Corte dei Conti. E con un organico di risorse umane che, spiega lo stesso Pilato, «tendono a decrescere». È questo un altro dato «sul quale è necessario riflettere per un’inversione di tendenza».

Il 2015 è stato l’anno in cui si è registrato il maggior numero di istruttorie aperte degli ultimi 15 anni, raggiungendo quota 1.812. Cifra che si va ad aggiungere alle 3.063 istruttorie pendenti, con 90 citazioni e 2.347 archiviazioni. Nel novero delle attività svolte dalla magistratura contabile, anche le verifiche sui fondi utilizzati dai gruppi consiliari della Regione. «Da maggio è in calendario la trattazione processuale dei singoli casi», spiega Pilato in relazione all’avvio del processo davanti alla Corte dei Conti per gli ex consiglieri coinvolti nell'inchiesta sulle spese pazze di viale Aldo Moro. Ad essere chiamati in giudizio sono 42 consiglieri regionali dello scorso mandato. Per gli otto ex capigruppo, ricorda il procuratore, «è tuttora efficace il sequestro conservativo» per un valore complessivo di 1,2 milioni di euro.

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