Nuovo sequestro agli Intoccabili: 31 immobili e conti per 4,2 milioni
La Procura di Modena applica il codice antimafia per i patrimoni accumulati in modo illecito. L’operazione colpisce Rocco Ambrisi e Adamo Bonini
CASTELLARANO. Sale a quasi 5 milioni di euro, il patrimonio sequestrato a Rocco Ambrisi e Adamo Bonini dalla Guardia di Finanza. Dopo il doppio arresto e le vicende penali, che stanno seguendo il loro corso, il tribunale di Modena, su richiesta dei pubblici ministeri Marco Niccolini e Claudia Natalini, ha autorizzato un maxi-sequestro di beni ai due “Intoccabili”. Si tratta di un patrimonio, secondo gli inquirenti accumulato in modo illecito, dal valore complessivo di circa 4,2 milioni di euro, riconducibile agli imputati di usura ed estorsione.
Ecco la mappa dei beni confiscati realizzata da Confiscati Bene
(dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)
L’elenco è sintetizzabile in 31 unità immobiliari a Sassuolo, Castellarano, Casalgrande e Nardò (Lecce); un’autovettura di lusso (la Porsche); rapporti bancari, dossier titoli e quote societarie. A Sassuolo, in particolare, il sequestro riguarda alcune abitazioni dove vivono i parenti di Ambrisi e Bonini.
Secondo la normativa gli inquilini non saranno sfrattati, ma per gli immobili non vi sarà possibilità di vendita e saranno poi destinati alla confisca e al successivo riaffidamento curato dallo Stato.
L’operazione, conclusa nei giorni scorsi dalle Fiamme Gialle di Modena, giunge al termine di complesse indagini di polizia economico-finanziaria, avviate ad inizio 2015 su delega della Procura della Repubblica di Modena e sviluppate nei confronti dei destinatari dei sequestri, per i quali è stata riconosciuta la “pericolosità sociale” per i reati di estorsione e usura.
Il provvedimento arriva invece grazie alla norma del “Codice Antimafia”, relativamente all’accusa di associazione a delinquere.
«Bonini e Ambrisi – spiega una nota della Finanza – grazie alle attività delittuose poste in essere nel tempo, sono riusciti ad accumulare, direttamente o attraverso alcuni stretti familiari, un significativo patrimonio mobiliare ed immobiliare, del tutto incongruente rispetto alla propria capacità contributiva ed a quella dei propri congiunti. Tale sproporzione, unita alla acclarata pericolosità criminale dei predetti, ha permesso di richiedere - ai sensi del dettato normativo del “Codice Antimafia” - il sequestro, finalizzato alla confisca, dell’intero patrimonio, anche indirettamente riconducibile ai medesimi».
È proprio dagli accertamenti patrimoniali, anche su input dei carabinieri, che si è giunto a ricostruire l’impero economico accumulato da Ambrisi e Bonini. Non solo, quindi, pizzerie e locali, ma anche abitazioni e investimenti finanziari: ecco la diversificazione degli affari dei due “amici”. Il tutto mentre Bonini, che vive a Casalgrande, è tornato libero e Ambrisi è ancora ai domiciliari a Castellarano e a pochi giorni dalla pronuncia della Corte Costituzionale, che dovrà decidere se il precedente sequestro di 1,7 milioni ai danni di Bonini sia legittimo o meno. (f.d.)
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