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l’inchiesta “pesci”

«Patto elettorale tra Muto e Sodano»

«Patto elettorale tra Muto e Sodano»

Prima udienza del processo sulle ramificazioni del clan in Lombardia

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BOLOGNA. Tre udienze per cinque imputati: è partita ieri, al tribunale di Brescia, con i riti abbreviati dell'inchiesta Pesci, sull'infiltrazione della 'ndrangheta nel Mantovano. Si tratta della terza inchiesta - insieme a Aemilia e Kyterion - sul clan Grande Aracri e le sue ramificazioni a Reggio. Ieri hanno preso la parola i pubblici ministeri Paolo Savio e Claudia Moregola. Il 17 e il 24 marzo, quindi, toccherà alla difese, e con l'ultima udienza dovrebbero arrivare anche le sentenze. Gli imputati che hanno chiesto l'abbreviato sono: l'imprenditore Antonio Muto, accusato di concorso esterno all'associazione mafiosa (al centro dell'altro filone d'indagine sull'affare Lagocastello); Francesco Lamanna, considerato il braccio armato del boss Nicolino Grande Aracri per i cantieri del Cremonese; Alfonso Martino, secondo l'accusa incaricato di consegnare a Grande Aracri i profitti della cosca del nord; Paolo Signifredi, il contabile incaricato di reinvestire i soldi (che nel frattempo ha iniziato a collaborare con i magistrati); Josè Antonio da Silva, accusato di aver ripulito un assegno sporco.

Ieri i pm hanno fatto una lunghissima ricostruzione della genesi delle infiltrazioni 'ndranghetiste tra Cremona e Mantova, più breve il riferimento ai legami tra Muto e l’ex sindaco Nicola Sodano, solo introdotta la lunga serie dei casi specifici contestati. La novità arriva dalle parole pronunciate dal sostituto procuratore Savio, che ha parlato di un patto esistente tra Muto e Sodano (che non è imputato in questo filone del processo) già prima che iniziasse il suo mandato. Un sostegno pre-elettorale che avrebbe poi avuto ripercussioni sul governo della città. Le prove, secondo l'accusa, starebbero anche nelle rivelazioni del pentito Paolo Signifredi, il contabile della cosca che ha anche acceso i fari sulle minacce a Fiorenza Brioni. E un altro riferimento va alle intercettazioni nelle quali Muto definiva Sodano “l’eroe dei due mondi” e “quello che non ci può dire di no”. La requisitoria proseguirà giovedì prossimo. A seguire toccherà alle arringhe delle difese.

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