Puzza e nebbia azzurra Il caso Rondine in Regione
Rubiera: il sindaco Cavallaro incassa l’immediato interessamento della Gazzolo L’assessore all’Ambiente ha deciso di convocare tutte le parti in tempi brevi
RUBIERA. Finisce in Regione la questione degli odori sgradevoli di Rubiera, probabilmente provocati dal ciclo produttivo della ceramica Rondine, una delle principali aziende locali. Il tavolo passerà alla Regione per un incontro fra le parti, compresa la ceramica e la rappresentanza industriale.
Ieri mattina il sindaco rubierese Emanuele Cavallaro era in Regione a Bologna, per un incontro programmato da tempo con l’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo per discutere della situazione idrogeologica dopo l’emergenza fiumi di due settimane fa.
Mercoledì però la situazione olfattiva a Rubiera è peggiorata bruscamente, forse a causa delle particolari condizioni metereologiche che hanno “tenuto a terra” le particelle più invasive e fastidiose per le narici, rendendo il centro del paese quasi invivibile. E all’odore si è unita una nebbiolina azzurra «come quella che viene quando si bruciano i copertoni», per usare la parole di uno degli abitanti che si è trovato di fronte al fenomeno.
Così ieri mattina Cavallaro ha portato il tema alla Gazzolo, che ha deciso di fissare un incontro in tempi brevi a cui convocare Arpa, i tecnici regionali, il Comune, l’azienda coinvolta e Confindustria Ceramiche. La data sarà fissata dopo l’esito delle rilevazioni effettuate mercoledì da Arpa. «L’assessore Gazzolo ha mostrato di avere davvero a cuore la questione, si è mossa con grande rapidità e il fatto che ora il problema venga affrontato direttamente anche dalla Regione non può che farci piacere», commenta Cavallaro. «L’incontro vedrà presenti la ceramica e la rappresentanza aziendale, sarà un altro momento di confronto, dobbiamo solo aspettare i risultati dei test di Arpa così da poter fare la riunione con tutti i dati presenti e aggiornati all’ultimo fenomeno segnalato», continua. E a questo proposto, il sindaco invita gli abitanti «a fare sempre delle segnalazioni, quando ci sono odori. Le possono fare usando il modulo sul nostro sito internet, è importante che le segnalazioni proseguano perché così possiamo avere dei dati puntuali».
Il problema degli odori è presente da ormai un anno e mezzo, si presume provocato dal ciclo produttivo della Rondine. In questi mesi l’azienda ha fatto forti investimenti, da decine di migliaia di euro, cambiando prodotti e modalità produttive così da ridurre le emissioni delle particelle ritenute responsabili degli aromi.
Per ora però non si è arrivati a una conclusione, e in giornate come mercoledì, con vento e umidità particolari, l’impatto per il naso è davvero potente, e non gradevole. «Nessuno vuole che la ceramica chiude, ci mancherebbe pure, devono poter lavorare. Ma anche noi vogliamo poter vivere tranquillamente, una soluzione deve essere trovata», dicono i rubieresi. (adr.ar.)
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