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Raccontò il calvario in un libro

SANT’ILARIO. Pietro “Piero” Iotti nasce a Sant’Ilario il 25 aprile 1926. A 18 anni, finito il liceo scientifico, inizia gli studi di ingegneria a Parma ma viene arrestato dai tedeschi il 15 aprile...

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SANT’ILARIO. Pietro “Piero” Iotti nasce a Sant’Ilario il 25 aprile 1926. A 18 anni, finito il liceo scientifico, inizia gli studi di ingegneria a Parma ma viene arrestato dai tedeschi il 15 aprile 1944, per la sua attività antifascista. Deportato a Bolzano e poi a Mauthausen in Austria, dove arriva nei primi giorni del 1945 assieme ad alcuni compaesani. Sono mesi tremendi, che terminano con la liberazione da parte delle truppe americane e poi col difficile ritorno a casa il 24 giugno.

Ha perso 40 kg, fra viaggio e prigionia. Dopo una lunga convalescenza, diventa uno dei vertici del Pci locale, dal 1951 al 1960 è sindaco a Sant’Ilario, sino al 1969 rimane poi come assessore alla Cultura. Quell’anno, lo chiama a Reggio il sindaco Renzo Bonazzi, che gli affida l’incarico di assessore all’Urbanistica. È uno dei padri dei viaggi della memoria, ha incontrato nei decenni migliaia di studenti e accompagnato tante delegazioni al campo di Mauthausen. Ha poi testimoniato nel processo al Michael “Misha” Seifert, ritrovato in Canada, condannato all'ergastolo il 24 novembre 2000 dal tribunale militare di Verona . La sua storia è contenuta nel libro “Sono dov’è il mio corpo. Memoria di un ex deportato a Mauthausen”.

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