Gazzetta di Reggio

Reggio

«Sempre più negozi chiusi. Via Gonzaga sta morendo»

di Mauro Pinotti
«Sempre più negozi chiusi. Via Gonzaga sta morendo»

Guastalla, un volantino provocatorio di Piergiorgio Rigon e l’appello all’amministrazione: «Danneggiati dai grandi centri commerciali ma anche dai costi di gestione»

3 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA. Una fila di bare, a perdita d'occhio, sono apparse sulla bozza di un volantino che sta per essere distribuito tra i commercianti di Guastalla. La provocatoria iniziativa è di Piergiorgio Rigon, della storica boutique “Saturno” di via Gonzaga 2, fondata nel 1950 dal padre Saturnino, ultraottantenne, ancora oggi apprezzato sarto, situata in pieno centro storico che ha voluto dare una “scossa” e lanciare una riflessione sulla crisi delle attività commerciali guastallesi.

"Condoglianze per i centri storici... con la venuta dei centri commerciali... dopo una lunga trentennale agonia...”. Così si legge nell’epitaffio con sotto le bare dei tanti negozi che hanno chiuso i battenti.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.13108672:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/03/11/fotogalleria/saracinesche-abbassate-e-scritte-vendesi-o-affittasi-in-centro-a-guastalla-1.13108672]]

Passeggiando su via Gonzaga, la principale strada della città, che fino ad una trentina d'anni fa brulicava di gente, si notano decine di vetrine vuote. La crisi economica che dal 2008 morde ancora, la mancanza di lavoro, la prolificazione dei centri commerciali, sono solo alcune delle cause che hanno determinato la chiusura di molte attività. Non tutti però hanno chiuso per la scarsità di affari: alcuni commercianti hanno preferito spostarsi nelle frazioni, soprattutto a Pieve, mentre altri si sono trasferiti in altri centri limitrofi.

«La mia vuole essere una provocazione costruttiva – ha detto Piergiorgio Rigon – So che il messaggio che lancio è piuttosto “forte” ma credo ci sia bisogno di dare una scossa anche ai miei colleghi commercianti prima che sia troppo tardi. Il dialogo è aperto anche con l’amministrazione comunale, in modo particolare con l'assessore alle attività produttive Ivan Pavesi, con il quale abbiamo avanzato alcune proposte, che per correttezza, al momento non posso rivelare. Certo, i centri commerciali, con i loro immensi parcheggi, hanno effettivamente messo in difficoltà le imprese commerciali dei centri storici – ha detto ancora Piergiorgio Rigon – In un primo tempo, quasi per limitare la concorrenza, la grande distribuzione, a parte gli alimentari, vendeva a prezzi bassi articoli di media qualità mentre i negozi dei centri storici esponevano nelle loro vetrine articoli di alta qualità. Oggi non è più così. Con la crisi, tutti cercano prodotti a prezzi bassi. Il fatto è che poi non possiamo competere perché molti negozianti hanno affitti da pagare, sono soggetti ai vari tributi comunali e in alcuni casi devono sostenere le spese di qualche commessa, garzone o dipendente. A proposito del problema affitti. I proprietari degli immobili vista la crisi, mantengono canoni di locazione piuttosto alti, dati i tempi. I negozianti provano a chiedere una riduzione del canone ma i proprietari, salvo qualche caso, si rifiutano. E allora che si fa? Si chiude. Mi chiedo: ma i proprietari, piuttosto di trovarsi un negozio chiuso, perché non cercano di accontentarsi?».

Ci sarebbe anche un'altra questione sollevata da un edicolante: «E' cambiata la clientela. A Guastalla vivono molti cittadini stranieri che raramente comprano nei negozi del centro. Spesso li si vede acquistare nei discount o nei negozi di loro connazionali».

E pare sia cambiato anche il modo in cui la gente spende i propri soldi: se prima si investiva in beni di consumo quali abbigliamento, giochi e passatempi, motorini, oggi a farla da padrone sono le nuove tecnologie come smartphone e tablet dai costi non proprio accessibili e televisori a schermo piatto, veri e propri home theatre, nonché abbonamenti a tv a pagamento per vedere film o partite di calcio di serie A e Champion League. Insomma il commercio guastallese prova ad interrogarsi per cercare di tornare ad essere “attrattivo” e per riportare la “movida” in via Gonzaga non solo in occasione di eventi o manifestazioni particolari come le Notti Bianche o Rosa, Piante ed Animali Perduti o la Fiera di Santa Caterina.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google