Gazzetta di Reggio

Reggio

la famiglia

Un fratello riuscì a tornare, l’altro fu fucilato a Ciano

VILLA MINOZZO. Quella dei Bondi è una delle migliaia di famiglie reggiane che pagarono a caro prezzo la guerra, con il sacrificio dei propri figli. Nello non fu l’unico a partire per la Russia, dove...

2 MINUTI DI LETTURA





VILLA MINOZZO. Quella dei Bondi è una delle migliaia di famiglie reggiane che pagarono a caro prezzo la guerra, con il sacrificio dei propri figli. Nello non fu l’unico a partire per la Russia, dove perse la vita. Il fratello maggiore Olinto, anche lui partì, ma dalla Russia riuscì a fare ritorno, seppure dopo inenarrabili sofferenze. La ritirata dalla Russia fu un’ecatombe di portata immane e che vide i più “fortunati” tornare con ferite tremende e i postumi del congelamento. Così Olinto, che nel lungo e tragico viaggio di rientro vide perire molti compagni e poi, finalmente, trovò rifugio e cure in Polonia. Perse alcune dita della mano per congelamento ma riuscì infine a tornare a casa nel 1946. Emigrò poi in America, dato che la moglie era di origini americane, e lì poi è morto.

Il terzo dei fratelli, Domenico , è medaglia d’oro al valore. Era carabiniere ma dopo l’8 settembre aderì subito alla Resistenza, rifornendo di munizioni e di armi i primi gruppi partigiani e poi arruolandosi e confluendo nella 26esima Brigata Garibaldi, col nome di battaglia di Fioravante.

Il 12 gennaio del ’45, nel corso di una missione, fu catturato dai nazifascisti a Castelnovo Monti e fucilato due settimane dopo, il 26 gennaio 1945 a Ciano d’Enza. La moglie Albertina, rimasta vedova e alla morte degli suoceri, si prese cura da sola di tutti i nipoti, compresi Alberto Campomagnani e Damiano Bondi, quello che poi diventerà il papà di Daniela e Stefania, le due nipoti che hanno dato un contributo fondamentale alle ricerche di Nello e aiutato così lo zio a recuperare le proprie radici e un pezzo di storia dell’intera famiglia che ormai si credeva perduta per sempre. Una storia che riguarda tutta la frazione di Morsiano e tutta la comunità di Villa Minozzo.

A Domenico Bondi, il carabiniere partigiano, è anche intitolata una caserma dei carabinieri, quella di San Polo d’Enza. Tutta la famiglia Bondi ora vive a Bologna, ma molti sono ancora i legami che li tengono uniti alla terra di origine.(m.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google