Gazzetta di Reggio

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Alla fine tutti d’accordo Poiatica dev’essere chiusa

di Adriano Arati
Alla fine tutti d’accordo Poiatica dev’essere chiusa

Carpineti: non sono mancate le polemiche contro il Pd e contro Ie proposte Iren Il comitato: «Manterremo alto il livello di attenzione anche verso la Regione»

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CARPINETI. «Nessuno vuole più la discarica di Poiatica». Il messaggio che arriva da Carpineti è difficile da fraintendere, anche se le prese di posizioni sul territorio per il momento non rappresentano una garanzia assoluta. Giovedì sera in municipio si è tenuta una riunione aperta della commissione comunale discarica, piuttosto partecipata da tanti residenti dell’intero distretto montano. Dopo una lunga discussione con toni anche piuttosto polemici fra le varie parti, ovvero maggioranza civica, minoranza Pd e comitati contro Poiatica, si è arrivati a una conclusione pacificata. Un documento presentato dai tre rappresentanti dei comitati nella commissione verrà studiato dalla commissione stessa per poi passare al consiglio comunale.

Nel testo si chiede la chiusura definitiva di Poiatica, senza nessuna coda di alcun genere. Si dice no anche al conferimento di inerti per riempire le aree ancora da completare, ad esempio gli scarti della lavorazione della galleria Bocco-Canala, ipotesi su cui si è ragionato di recente. Né tantomeno usare Poiatica per il conferimento dei cosiddetti rifiuti speciali. Enrico Bini, sindaco di Castelnovo Monti e presidente dell’Unione Montana, ha poi assicurato che il documento verrà successivamente ratificato anche dall’ente distrettuale per poi portarlo in Regione con un maggior peso specifico alle spalle. A Carpineti e dintorni nessuno vuole più sentire parlare di discarica aperta quindi, ma rimangono comunque tanti timori, detti e non detti. Spaventa in particolare l’ipotesi rifiuti speciali, su cui Iren ha anche commissionato uno studio tecnico con dettagli su quantità e cadenze del conferimento. I rifiuti speciali rimangono oggi uno dei settori a più alta redditività e l’attenzione è ovviamente elevata. Poiatica poi è all’interno di partite più ampie, come quella sul futuro assetto di Iren e sul “recupero” di Parma e del sindaco Pizzarotti nel consesso della multi-utility.

Un recupero che ha pure chiavi nazionali, visto che Pizzarotti è un primo cittadino 5 Stelle sì, ma “non allineato”, e il centro-sinistra che governa in Emilia, a Torino e Genova, i cardini di Iren, terrà conto anche di questo elemento sulla scacchiera nazionale.

Per ora, si esce dalla riunione con qualche tensione iniziale ma anche un risultato comune, seppur ancora da ratificare. «Crediamo che questa sia una scelta saggia e un importante passo in avanti rispetto al tema della gestione dei rifiuti. La discarica di Poiatica pone problemi a livello distrettuale su cui deve esprimersi l'intero territorio con una posizione ferma e unitaria. Manterremo alto il livello di attenzione sul tema» – commentano i rappresentanti del Pd Guido Tirelli, Stefano Baldelli e Dario Bottazzi. Il sindaco Borghi ha ribadito poi la contrarietà della sua amministrazione al prosieguo, sottolineando come però le decisioni finali saranno della Regione, e quindi del Pd: «Chiederci con insistenza dopo che l’abbiamo detto in tute le salse, che la discarica per noi è definitivamente chiusa, cosa ne pensiamo del progetto di Iren quando non l’abbiamo neanche visto, è solo fuorviante per motivi speculativi. Perché sappiamo benissimo tutti qual è la forza politica di riferimento di governo della nostra provincia e della nostra regione, la sola che ha competenza e che deciderà su Poiatica».

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