I ladri “inaugurano” il nuovo ristorante
Furto al Pepe Bianco di via Galilei a solo 4 giorni dall’apertura: spariti soldi e merce. Il titolare: «Impossibile lavorare così»
REGGIO EMILIA. «Abbiamo aperto da quattro giorni, investito soldi e fatto sacrifici e abbiamo già un furto. Così non è possibile andare avanti».
Elio Tallarico ha deciso di raddoppiare la sua avventura commerciale aprendo l’8 marzo in via Galilei un nuovo ristorante sotto l’insegna Pepe Bianco, locale già operativo al Quinzio, dove Tallarico ha mosso i primi passi nel settore. Poi, ieri mattina, è arrivato nel nuovo locale, che sarà inaugurato ufficialmente il 21 marzo con una festa. «L’inaugurazione me l’hanno fatta prima i ladri» racconta Tallarico, che ha subito un furto nella notte. A sparire sono stati i soldi del fondo cassa e una forma intera di Parmigiano Reggiano stagionato trenta mesi. Un bottino non ingente ma che lascia l’amaro in bocca al gestore che si era lanciato nella nuova attività. «È il terzo furto che subisco, i primi due nella pizzeria al Quinzio - si sfoga - a Reggio la situazione è insostenibile. Abbiamo deciso di aprire subito in attesa dell’inaugurazione per ammortizzare le spese, che sono tante per un ristorante. Poi arrivo al lavoro e trovo la porta aperta, e 46 chili di forma spariti con la cassa. Credo che abbiano aperto la porta con un palanchino. Ma mi stupisce che a soli 4 giorni dall’apertura i ladri si siano già dati da fare, è incredibile».
La velocità di esecuzione e l’occhio attento lasciano pochi dubbi. I ladri hanno agito sapendo che non era ancora stato installato l’allarme, che ora il gestore si è affrettato ad attivare. «La nostra idea era di fare un ristorante con pesce, carne e pizza per gourmet. Abbiamo anche un piano bar dentro con il pianoforte. Invece dovevo mettere prima in preventivo un antifurto e le telecamere perché qui non c’è scampo. Noi commercianti non sappiamo più come difenderci ormai. Vincono sempre i ladri che la fanno franca. Secondo me Reggio deve tutelare maggiormente la gente che lavora, che passa più ore sul posto di lavoro che a casa con la propria famiglia. O almeno fare in modo che ne valga la pena. Uno fa investimenti, lavora con le banche ma perché se alla fine sa che ci sono le condizioni per poter andare avanti? Subire continui furti scoraggia l’iniziativa mentre una città vive di persone che creano lavoro».
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