Gazzetta di Reggio

Reggio

Il commosso addio a Piero dall’amico che lo salvò

di Adriano Arati
Il commosso addio a Piero dall’amico che lo salvò

Tutta Sant’Ilario si è fermata per i funerali di Iotti, ex deportato a Mauthausen In prima fila c’era anche Arnaldo Bocconi, che lo riportò a casa da quell’orrore

2 MINUTI DI LETTURA





SANT’ILARIO. Un paese intero si è fermato. Centinaia e centinaia di persone si sono ritrovate ieri a Sant’Ilario per l’ultimo saluto a Pietro “Piero” Iotti, il conosciutissimo partigiano, deportato, ex sindaco morto mercoledì sera a quasi 90 anni. Una figura amatissima in tutto il territorio reggiano, che ha battuto per decenni per incontrare gli studenti e parlare della sua esperienza, accompagnando migliaia di visitatori nei viaggi della memoria a Mauthausen, in Austria, dove era finito prigioniero dopo una retata nazista nel 1944.

Nemmeno maggiorenne, era stato arrestato per la sua attività antifascista arrivando in uno dei lager più famosi per le condizioni devastanti. Assieme ad altri due compaesani era riuscito a tornare indietro nel giugno del 1946, provatissimo, e dopo la convalescenza si era subito impegnato in politica, nelle fila del Pci, diventando sindaco nella sua Sant’Ilario e poi assessore a Reggio.

Prima di dedicarsi alla diffusione della memoria, con il suo libro e soprattutto col suo incessante lavoro quotidiano. Ieri, a salutarlo, c’era anche Arnaldo Bocconi, uno dei due ragazzi con cui era riuscito a tornare a Sant’Ilario, quello che aveva sempre ringraziato per averlo aiutato. Bocconi, con la sua seggiolina, ha aspettato il passaggio del corteo per dire addio all’amico di anni durissimi, che li avevano segnati ma anche formati. Bocconi non era solo, perché il funerale in forma civile ha visto un’altissima adesione, con centinaia di fazzoletti rossi, di bandiere, come chiesto dallo stesso Piero.

E decine di amministratori pubblici con la fascia tricolore. Il sindaco santilariese Moretti, in prima fila col figlio Alberto, ma anche tanti altri primi cittadini, mischiati agli amici e a chi conosceva e ammirava Iotti. Il corteo è partito a piedi dalla casa di Piero, in via Stalingrado, e da lì ha tagliato il paese con tappe al monumento dei caduti in piazza della Repubblica e in municipio, prima di fermarsi al cimitero per la sepoltura. Una lunga camminata che ha paralizzato Sant’Ilario, chiudendo a lungo strade e piazze, senza che nessuno si lamentasse. Ieri se ne andava una colonna del paese, e ogni inchino era quanto mai doveroso. «Non siamo rimasti in tanti della nostra generazione, ma siamo contenti quando vediamo cosa abbiamo lasciato, il tessuto sociale che abbiamo cercato di costruire allora e che è arrivato sino ad oggi», ha ricordato il presidente dell’Anpi Giacomo Notari intervenendo alla fine della cerimonia e annunciando che anche oggi, al congresso provinciale dell’Anpi, ci sarà un momento di ricordo di Piero.

GUARDA LA FOTOGALLERY

E IL VIDEO E COMMENTA

www.gazzettadireggio.it

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google