Gazzetta di Reggio

Reggio

In casa tanta cocaina, armi e soldi

di Enrico Lorenzo Tidona
In casa tanta cocaina, armi e soldi

Arrestata coppia di albanesi: avevano 4 chili di droga, 180 mila euro, una pistola e 191 proiettili

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REGGIO EMILIA. Quattro chili di droga ancora da tagliare, 100mila euro in contanti, una pistola e 191 proiettili. Il tutto racchiuso dentro le quattro mura di un appartamento a Reggio Emilia, vicino a Parco Ottavi in zona Pieve, dove viveva da tre mesi almeno una coppia in apparenza di nullatenenti, per i quali sono scattate le manette. Un sequestro ingente avvenuto per mano della Squadra Mobile di Reggio mercoledì pomeriggio dopo una giornata passata in appostamento fuori dall’abitazione, messa sotto controllo su imbeccata dei colleghi della Mobile di Verona. Lì, infatti, pochi giorni prima, gli agenti della stradale avevano fermato un 24enne di origine albanese, Renato Hoxha, disoccupato che non aveva mai compilato una dichiarazione dei redditi secondo l’anagrafe tributaria, ma che è stato trovato in possesso di ben 80mila euro in contanti. Soldi dei quali non aveva saputo indicare la provenienza, sequestrati lo scorso febbraio dagli investigatori scaligeri, che hanno fatto poi scattare i controlli a Reggio. Gli agenti guidati dal dirigente della Squadra Mobile di Reggio, Guglielmo Battisti, hanno chiuso il cerchio quattro giorni fa nella prima periferia della città. Dopo aver monitorato l’abitazione di Pieve, gli agenti hanno deciso di intervenire alle 17 fermando il 24enne che era uscito dall’abitazione, sulla quale non era entrato né uscito nessun altro durante la giornata. Una volta entrati nell’appartamento hanno trovato più di quanto si aspettassero: Hoxha e la convivente, Andja Balla di 20 anni, entrambi albanesi, avevano nella loro abitazione altri 100mila euro, una pistola Glok 45 con 191 proiettili con matricola abrasa, e circa quattro chili di cocaina da tagliare nascosti nell’armadio del valore all’ingrosso di circa 150mila euro. Diversi sacchetti con la polvere bianca erano aperti, mentre i panetti riportavano un simbolo formato da una corona sopra la lettera “K”. Sempre nel piccolo appartamento sono stati trovati diversi cellulari, schede telefoniche e dei bilancini di precisione.

A destare l’attenzione degli investigatori, però, è stato il libro mastro nel quale erano stati segnati alcuni nomi, ora al vaglio della Squadra Mobile. La pistola è stata inviata invece a Bologna per capire tramite gli esami balistici se ha già sparato e se è collegata con qualche altro reato. Le indagini proseguono per ricostruire le modalità di acquisizione dello stupefacente e l'attività svolta dai due arrestati, che sono in attesa di convalida da parte del giudice. Con questa operazione viene messa ancora una volta in luce l’impennata dei sequestri di droghe “pesanti” registrata in soli tre mesi del 2016. Con i due chilogrammi di eroina e i quasi sei chili di cocaina da poco sequestrati, il bilancio è già doppio rispetto a tutto il 2015. Fattore che sta impensierendo non poco gli investigatori, che stanno cercando di capire se in quest’ultimo caso si tratti di un grossista o di un “semplice” deposito di droga e contanti per conto di una rete di spaccio più ampia.

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