Nessuna evasione fiscale assolta la moglie di Motti
REGGIO EMILIA. «Contavamo sull’assoluzione sia per Stefania sia per il bene delle nostre aziende». L’ex europarlamentare reggiano Tiziano Motti accoglie con il solito aplomb ma senza nascondere una...
REGGIO EMILIA. «Contavamo sull’assoluzione sia per Stefania sia per il bene delle nostre aziende». L’ex europarlamentare reggiano Tiziano Motti accoglie con il solito aplomb ma senza nascondere una certa soddisfazione, la notizia dell’assoluzione con formula piena della moglie Stefania Bigliardi, difesa dall’avvocato Liborio Cataliotti dall’accusa di infedele dichiarazione. Per il giudice Dario De Luca il reato non era stato in alcun modo consumato. Secondo l’accusa, Bigliardi avrebbe detratto voci invece ritenute non detraibili dai conti della società Unica. Voci di spesa che arrivano a un totale di 2 milioni e 94mila euro che il Fisco ha in seguito contestato. Il procedimento tributario è ancora in corso perché pende per l’appello presentato da Motti dopo aver perso il primo grado. L’assoluzione sentenziata ieri potrebbe però avere un peso proprio rispetto alle sorti del procedimento tributario. «L’assoluzione in sede penale crea un giusto equilibrio perché evidenzia che c'erano dei rilievi tributari che il giudice penale non ha ritenuto essere sussistenti - spiega Motti - Il fatto che nel 2009 una delle nostre società avesse ricevuto una fattura per un servizio di recupero credito dalla holding non serviva certo per non pagare le tasse, come rilevato in prima battuta dall’ufficio delle entrate, che era intervenuto perché l’importo era considerato rilevante. Secondo il consolidato fiscale quella che non paga tasse consolida con quella che paga. Non c'è stato nessun genere di evasione».
A parlare nel merito è anche l’avvocato Cataliotti, che sottolinea l’assoluzione con formula piena e non perché il reato è stato di fatto depenalizzato. «Si tratta di una differenza sostanziale: la signora Bigliardi non è stata assolta perché non è più reato ma perché non ha proprio commesso alcun reato». L’accusa aveva chiesto un anno di reclusione. La recente riforma dei reati tributari ha da poco innalzato la soglia a 3 milioni di euro la base imponibile delle contestazioni Iva e nel caso di Bigliardi si era al di sotto. Tra le voci contestate c’erano anche i compresi i compensi dati a Maurizio Costanzo per la sua opera di testimonial, spesa detratta, e le spese per le trasferte in Costa Azzurra che però il legale ha spiegato come utilizzate per le convention degli agenti e riconducibili dunque all'attività aziendale. Tesi difensive accolte in pieno che hanno portato all’assoluzione. (e.l.t.)
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