Gazzetta di Reggio

Reggio

«Passaggi a livello, ai macchinisti dicono di muoversi a vista»

di Mauro Grasselli
«Passaggi a livello, ai macchinisti dicono di muoversi a vista»

Giovedì sera le sbarre restano chiuse in via Emilia Ospizio Usb: «Per i guasti, responsabilità scaricate sui lavoratori»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Ancora un problema ai passaggi a livello cittadini, dopo quello avvenuto il 4 marzo scorso in via Papa Giovanni XXIII, dove le sbarre erano rimaste aperte e, per far passare il treno in sicurezza, è dovuta intervenire la polizia municipale.

Giovedì sera, al passaggio a livello di via Emilia Ospizio, le sbarre sono rimaste chiuse ben oltre il tempo necessario per far passare il treno. Lo segnala un lettore che, alle 23.45, commentava: «Siamo rimasti in colonna per 20 minuti, poi ho preso il cavalcavia dell'aeroporto per andare a Masone. Ora non so se si è sbloccata la cosa. Comunque si è creata una discreta colonna».

Dopo il problema avvenuto in via Papa Giovanni, Carlo Alberto Lunghi, direttore di esercizio di Fer, aveva spiegato che gli impianti dei passaggi a livello delle linee ferroviarie Reggio-Sassuolo, Reggio-Ciano, Reggio-Guastalla e Parma-Suzzara sono controllati da una unica regia, in piazzale Europa, che in caso di guasto riceve le segnalazioni. «Il treno viene fermato e, sul posto, mandiamo la polizia municipale, la polizia stradale oppure i carabinieri, che regolano il traffico e fanno passare il treno solo quando ci sono le condizioni necessarie per poterlo fare. E' una procedura di sicurezza applicata a livello nazionale».

«Tutti gli impianti forniscono una diagnostica immediata – aveva aggiunto Lunghi – per cui il regolatore di circolazione manda sul posto anche una squadra di manutenzione che provvede a risolvere il problema. Di certo in questi casi bisogna intervenire subito perché il treno non può rimanere fermo all'infinito, per cui si fanno intervenire anche le forze dell'ordine. Questa è la procedura di sicurezza applicata in città. Se invece si tratta di passaggi a livello su strade poco trafficate e con molta visibilità, il macchinista può agire secondo la marcia a vista, cioè controlla che non vi siano veicoli in arrivo e attraversa alla velocità di 4 chilometri all'ora».

Usb (Unione sindacale di base) contesta le dichiarazioni di Lunghi perché «non esauriscono il problema dei rischi per ferrovieri, utenti e cittadini. Crediamo che una problematica così seria vada affrontata con ben altra attenzione e verificando come stanno realmente le cose». Secondo Usb, parlare di passaggi a livello «in zone poco trafficate risulta alquanto grave e semplicistico, anche nei confronti del macchinista, sul quale si finisce per scaricare tutte le responsabilità. In realtà, poi, ciò che Rfi regolamenta è quotidianamente contraddetto dalle disposizioni che Tper dà al personale». Ovvero: «Ai lavoratori (macchinisti e capitreno) non è data precisa disposizione di richiedere l'intervento delle forze dell'ordine, bensì viene indicato sovente di procedere, in caso di guasto o malfunzionamento, effettuando la cosiddetta marcia a vista, per giunta in situazioni spesso lontane da condizioni minime di sicurezza per il personale stesso. La realtà, quella vera, che dovrebbe essere nota anche a chi dirige Fer, e che denunciamo, è che, forse per evitare procedure un po' "lente" (ma sicuramente più sicure), in Tper Spa si è arrivati all'assurdo di sanzionare lavoratori rei di avere richiesto l'intervento delle forze dell'ordine in presenza di un passaggio a livello guasto. In sostanza, contrariamente a quanto dice l'ingegner Lunghi, non esiste in Tper una prassi ufficiale e automatica che regolamenti l'intervento delle forze dell'ordine, e il personale si rifà a regolamenti interni e disposizioni che sacrificano la sicurezza del personale e dei cittadini in favore, presumiamo, di una gestione più celere del problema».

«Usb, su questioni di questa gravità, auspica che il rigore fin qui esibito da Tper Spa venga usato per esigere massima sicurezza, anziché "suggerire" il ricorso alla "marcia a vista" in condizioni che non possono, oggettivamente, garantire l'incolumità e la tranquillità necessaria a chi porta un treno, attraverso disposizioni diverse e chiare in tal senso. La sicurezza è una priorità assoluta, e un passaggio a livello è un passaggio a livello, sempre».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google