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Fico Eataly punta sulla montagna

Incontro affollato con gli operatori del settore agroalimentare

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CASTELNOVO MONTI. Grande successo di pubblico venerdì sera all’incontro che si è svolto a Palazzo Ducale di Castelnovo Monti per la presentazione di Fico Eataly World, organizzata dalla senatrice Pd Leana Pignedoli con la presenza di Tiziana Primori, ad di Fico. Un pubblico variegato, ma in stragrande maggioranza composto da giovani: amministratori, Parco nazionale, produttori di Parmigiano Reggiano dell’associazione Futuro verde, produttori del gruppo del mercato del contadino, dirigenti della scuola e insegnanti, ragazzi e professionisti che si occupano di marketing agroalimentare, agronomi. La Pignedoli ha affermato: «Con questo incontro vorrei si creasse un ponte tra un progetto che tende a una dimensione internazionale e un territorio, l’Appennino reggiano, che ha proprio le caratteristiche di biodiversità e tradizioni che Expo e lo stesso Fico vogliono valorizzare. L’Appennino sta cercando di rimodellare la propria economia sul meglio delle sue vocazioni integrandole: contesto ambientale salubre, paesaggio di grande bellezza, gastronomia di alta qualità, turismo del benessere, esercizi commerciali con servizi personalizzati. L’idea è che tra Fico e l’Appennino Reggiano possa nascere una collaborazione, una convenienza reciproca». La Primori ha illustrato le finalità di un progetto che si estenderà nell’area del mercato ortofrutticolo di Bologna.

Fico (Fabbrica Italiana Contadina) è un progetto promosso da Consorzio AgroAlimentare Bologna, insieme al Comune di Bologna, gestito da una pubblico-privata con una maggioranza dei soci pubblici. Si tratta del più grande “Parco Tematico” del buon cibo d’Europa che prevede un ettaro di campi per la Biodiversità e allevamenti dimostrativi, un ettaro di mercati e botteghe, 40 laboratori di trasformazione delle materie prime, 20 ristoranti, 10 aule didattiche, 4 mila metri quadri di padiglioni per eventi e iniziative culturali e didattiche legate al cibo. Una Expo permanente nella nostra regione che punta ad avere 6 milioni di visitatori l’anno.

L’obiettivo è di rendere protagonisti e visibili i produttori, formare figure specializzate, rispondere ad una domanda di cibo italiano che è in crescita e che noi lasciamo al falso Made in Italy.  (l.t.)

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