Indagini lunghe, con Aemilia incombe la prescrizione
REGGIO EMILIA. «Le indagini sono state lunghe e complesse ma finalmente siamo giunti al processo. La mia preoccupazione, però, è legata al possibile ingorgo in tribunale dovuto la processo Aemilia,...
REGGIO EMILIA. «Le indagini sono state lunghe e complesse ma finalmente siamo giunti al processo. La mia preoccupazione, però, è legata al possibile ingorgo in tribunale dovuto la processo Aemilia, che ritengo più che legittimo ma che rallenterà inevitabilmente l’iter di tutti gli altri processi ordinari». Nelle parole dell’avvocato reggiano Ernesto D’Andrea c’è la preoccupazione che serpeggia da giorni in tribunale a Reggio tra i suoi colleghi. E non solo. Il mancato rinforzo prima di tutto alla macchina amministrativa del tribunale di Reggio e alla cancellerie, sarà un fattore di debolezza dell’intero sistema giudiziario locale, già messo a dura prova da ristrettezze d’organico lamentate più volte dal presidente del tribunale Francesco Caruso. Un processo per mafia con la portato di Aemilia rischia di far collassare l’assetto generale. Un allarme che si aggiunge a quelle sull'organico del tribunale e della procura di Reggio lanciato due giorni fa in contemporanea dalla vicepresidente del Gruppo Misto al Senato Maria Mussini e dalla Cisl Emilia. Nel mirino di entrambi sono finiti il ministero della Giustizia e quello delle Infrastrutture, guidato da Graziano Delrio, a cui compete sbloccare l'iter di autorizzazione per il distacco di alcuni dipendenti di altri enti che si sono già detti disponibili all'incarico in tribunale. «Se questo sforzo ulteriore sul personale amministrativo non sarà fatto, vorrà dire che nel gioco delle responsabilità sull'inchiesta Aemilia dovremo includere anche i relativi ministri di competenza» ha detto chiaro e tond Maria Mussini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google