Gazzetta di Reggio

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«L’Anpi ha ancora tanto da dire»

di Andrea Melosi
«L’Anpi ha ancora tanto da dire»

Parla il presidente uscente Notari: «Ho fiducia nei nostri giovani». Oggi si elegge il successore

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REGGIO EMILIA. Sulla copertina della tessera 2016 c’è una ragazza e un bambino che saltano tra fiori rossi, apri la tessera e dentro ci sono tre caselle di cui una da spuntare: partigiano, patriota o antifascista. Cioè chi ha combattuto, chi ha lottato contro il nazifascismo e chi, nato più recente, condivide comuque i valori dell’associazione.

Ecco, in pratica è tutta qui l’evoluzione dell’Anpi, l’associazione dei partigiani italiani: un cammino che parte da lontano ma con l’orgoglio e la sana presunzione di voler fare ancora tanta strada. E in questi giorni a Reggio Emilia questo impegno dell’Anpi di guardare “oltre” senza dimenticare il glorioso passato è palese: il sedicesimo congresso provinciale, che si conclude oggi nell’aula magna dell’università, sancirà infatti un passaggio davvero storico: il prossimo presidente che verrà eletto non sarà un partigiano, uno dei ragazzi del ’45 che ha imbracciato il mitra contro i nazisti e i loro complici fascisti. Inevitabile dopo 71 anni dalla fine della guerra.

«E’ giusto che sia così, anche se i compiti che ci ha affidato la Resistenza non sono finiti» così il presidente uscente Giacomo Notari, nome di battaglia Willy come quello di un suo amico belga compagno di sciate, 89 anni portati con baldanza e lucidità mentale da fare invidia. Notari ha le idee chiare: «I nostri impegni di oggi passano dalla solidarietà e penso prima di tutto ai migranti perchè anche noi lo siamo stati quando nel dopoguerra c’era la fame e anche dal nostro Appennino in tanti sono andati all’estero per lavorare nelle miniere. Passano dalla difesa della pace che, non dimentichiamo è difesa dalla nostra Costituzione che ripudia, ripeto, ripudia la guerra per risolvere le questioni internazionali. Passa dalla questione del lavoro che ha bisogno di scelte decisive da parte dei governanti e delle istituzioni». Poi Notari si guarda un momento alle spalle e aggiunge: «Certo, di conquiste ne abbiamo fatte tante, penso al voto conquistato 70 anni fa dalle donne e al ritorno alla democrazia per tutti dopo il ventennio fascista e chi oggi non vota offende la democrazia pagata a caro prezzo. Penso alla scuola che oggi è almeno obbligatoria fino alle medie, ma la guardia non va abbassata se si guarda per esempio alla ripresa di fenomeni fascisti e neo nazisti. Però – conclude il presidente Notari – sono fiducioso, perchè guardo all’Anpi reggiana e vedo che dentro ci sono tanti giovani pieni di volontà, nelle sezioni provinciali ormai la stragrande maggioranza dei presidenti sono nati molti anni dopo la fine della guerra. Io ci sarò anche nel nuovo direttivo, ma tocca adesso ai giovani prendere in mano il futuro dell’Anpi».

L’elezione del nuovo presidente dell’Anpi provinciale è prevista per stamani. Circolano vari nomi per i successori di Notari. Tra i favoriti c’è quello di Ermete Fiaccadori ex presidente della Reggiana, amministratore di Aliante.

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