Case della Carità, Viano ora spera
Camisasca: «Chiuse Cella e Castellarano». Silenzio su San Giovanni di Querciola
VIANO. La Casa della carità di San Giovanni di Querciola non compare nell’elenco. E questa assenza lascia ben sperare sul rischio di una possibile chiusura, paventata nelle scorse settimana. A lasciare intravedere uno spiraglio, una lettera del vescovo, Massimo Camisasca, che annunciando di ritirare i consacrati dalle case di Castellarano e di Cella, tace invece su San Giovanni di Querciola.
«Dall'anno scorso la diocesi, le unità pastorali e la Famiglia delle Case della carità hanno avviato un percorso di discernimento – scrive Camisasca – L’avanzare dell'età media dei consacrati della famiglia delle Case della carità non permette più la loro presenza in tutte le case. Ci si sta chiedendo come rendere più luminose le Case della carità nella diffusione della civiltà dell’Amore e questo ha fatto porre la domanda: da dove ritirare i consacrati? Grati al Signore della storia che si è scritta in questi anni, consapevoli della prova che ci aspetta nel presente, aperti con speranza alle sorprese che ci potrà riservare il futuro, faccio mia la scelta del consiglio generale delle Case della carità che ha deciso di ritirare la presenza dei consacrati da alcune Case. Da giugno 2016, la presenza dei consacrati sarà ritirata dalle Case della Carità di Castellarano e di Cella».
Per scongiurare la chiusura di San Giovanni di Querciola, nelle scorse settimane Giorgio Bedeschi, il sindaco di Viano, ha incontrato il referente diocesano don Filippo Capotorto, mostrando tuttavia poca fiducia sul futuro della casa.
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