«C’è il rischio che il tribunale si blocchi»
Il presidente Caruso: «Nessun rinforzo per le cancellerie e manca un giudice: fino ad ora tante promesse ma fatti niente»
REGGIO EMILIA. «La situazione al momento è di molte promesse ma fatti ancora niente: di rinforzi per ora non ce ne sono. Chi si preoccupa fa benissimo». Il presidente del tribunale Francesco Caruso condivide i timori che in questi giorni sono stati espresse da più parti in merito al rischio che il processo Aemilia, che inizierà il 23 marzo, posso paralizzare l’attività ordinaria del Palazzo di Giustizia.
Il magistrato si è attivato da tempo per chiedere rinforzi alla macchina amministrativa e alle cancellerie, ma a pochi giorni dall'inizio del processo di forze fresche non se ne vedono ancora. «Abbiamo percorso tutte le strade possibili - conferma il presidente - ma fino ad ora abbiamo realizzato poco. Siamo fiduciosi che la Regione ci assegni 5 o 6 funzionari come promesso».
Presidente, di quante persone ha bisogno il tribunale di Reggio per gestire in modo adeguato la mole del processo Aemilia, che conta 147 imputati?
«Sono necessarie tre persone per le udienze più altre due per le attività secondarie, come il deposito atti. Complessivamente cinque funzionari. Consideri che il nostro tribunale è già sotto organico».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.13136880:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/03/16/fotogalleria/aemilia-corsa-contro-il-tempo-per-realizzare-la-tensostruttura-1.13136880]]
Mancano pochi giorni all'inizio del processo. A che punto siamo?
«Fino ad ora le persone che dovevano arrivare non sono arrivate. Sappiamo che ci sono sette funzionari che hanno chiesto di essere distaccati al tribunale, tra cui due dai Comuni di Brescello e Scandiano, due dalla Motorizzazione Civile, uno dall'Ufficio esecuzioni penali di Modena. Ma per il momento non arriva nessuno».
Perché?
«Il ministero della Giustizia non ha la possibilità di assorbire personale. Il problema consiste in chi deve farsi carico di pagare il personale. E' chiaro che le risorse verranno in un modo o nell'altro dai denari pubblici, ma il bilancio della Giustizia non ha risorse per stipendi in più. Gli enti locali, ad esempio, non intendono pagare un dipendente che viene distaccato in un altro ente».
Che via d’uscita vede a questa situazione?
«Contiamo sulla Regione. Da Bologna hanno promesso che 5 o 6 unità sarebbero arrivate nell'imminente e sembra che il procedimento stia andando avanti. Credo saranno esuberi delle Province. Io mi sono informato anche con il presidente della Provincia di Reggio Giammaria Manghi ma al momento nessuno mi risulta abbia dato la disponibilità».
C’è il rischio che l'attività ordinaria del tribunale subisca ripercussioni negative dal processo Aemilia?
«E' chiaro che non possiamo dare tutte le risorse del tribunale al processo Aemilia. Perché ci sono cittadini, professioni e imprese che hanno diritto a che il tribunale funzioni come prima e meglio di precisa. E' chiaro che il rischio c'è e devo dire che c'è forte preoccupazione. Ma stiamo facendo di tutto perché non accada».
Non è paradossale che lo svolgimento di un processo sia così problematico?
«E’ un assurdo avere la sensazione che l’articolazione locale di un apparato dello Stato debba risolversi i problemi da sola».
Se vogliamo è strano anche che l'aula bunker sia in corso di realizzazione con risorse della Regione e del Comune...
«La Regione ha ragioni politico-istituzionali più che legittime per volere che il processo si celebri qui. Si è fatta carico di un compito anche alla luce del principio di sussidiarietà».
Il ministero proponeva lo svolgimento nell'aula bunker di Firenze…
«Se fossimo andati in trasferta a Firenze il disastro sarebbe stato completo. Oltre al lavoro che già facciamo qui avremmo avuto i cancellieri a Firenze, mentre gli avvocati avrebbero depositato le istanze qui. Senza contare che i difensori per ogni udienza si sarebbero dovuti recare a Firenze. Sarebbe stato ancora tutto ancora più costoso».
Ma paradossalmente in quel caso ci sarebbero stati meno problemi nel reperire le risorse. Il processo sarà molto impegnativo anche per i giudici. Da questo punto di vista com'è la situazione?
«Serve un magistrato applicato. Il presidente della Corte d'Appello di Bologna mi ha assicurato che farà la richiesta al Csm, che poi provvederà a sondare la disponibilità di un magistrato a venire a Reggio. Per il processo Parmalat il tribunale di Parma ha avuto tre o quattro magistrati di rinforzo. Io ne ho chiesto uno solo e spero che arrivi».
La costruzione dell'aula bunker prosegue come previsto?
«Il nostro obiettivio, come detto, è essere pronti il 23 per fare l’appello. Poi si potrà rinviare di una decina di giorni».
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