I frati francescani a settembre lasciano la chiesa della Rosta
Presto saluteranno la parrocchia di Sant’Antonio Padre Francesco: «Ci spiace, ma ormai è inevitabile»
REGGIO EMILIA. «Andate via davvero? Rimaniamo senza frati?». E ancora «Non c’è modo di trattenervi? Che ne sarà della nostra parrocchia?». Sul sagrato e durante le benedizioni pasquali, nelle case come nel quartiere di Rosta Nuova, le domande che si sentono rivolgere padre Francesco Marchesi, padre Celestino Mucciarini e fra’ Nazareno Burgazzi sono sempre le stesse, così come ormai sempre la stessa è la loro risposta. Sì, a settembre i francescani lasceranno la Parrocchia di Sant’Antonio di Padova di via Mutilati del Lavoro. E la nostra provincia rimarrà così orfana dei Frati Minori.
Il conto alla rovescia è partito e il destino della parrocchia è quello di confluire nell'Unità Pastorale con San Luigi Gonzaga di via Torricelli, al momento guidata da don Gabriele Valli. La chiesa e gli ambienti parrocchiali di Sant’Antonio rimangono alla Curia, che da sempre ne è proprietaria, mentre i frati saranno destinati ad altre province.
«Da mesi e mesi lavoriamo per rendere questo difficile passaggio il più efficace possibile – spiega il parroco Francesco Marchesi – noi sacerdoti come i Consigli Pastorali e i tanti gruppi parrocchiali lavoriamo già in sinergia per il Centro d'Ascolto, per i corsi di preparazione dei fidanzati e dei catechisti, per i gruppi del dopo Cresima e per tante altre piccole e grandi iniziative, come la partecipazione alla Gmg, che mirano alla conoscenza dei parrocchiani e degli stili di lavoro. Certo dispiace molto, le persone che ci incontrano ci esprimono sempre il loro affetto chiedendoci di rimanere, ma la crisi delle vocazioni non ci permette più di tenere aperte così tante realtà, senza contare poi che quella della parrocchia non è la vocazione specifica dei Frati Minori».
Uscire dai conventi per andare incontro alle persone è infatti la prima missione dell'Ordine francescano che sta attraversando un momento di grandi cambiamenti: a breve le sei province dei Frati Minori del Nord Italia, in cui anche la nostra città rientra, saranno unite in una soltanto.
«Quello che speriamo è che, nonostante l'Unità Pastorale, vengano garantite ogni giorno l'apertura della Chiesa e la presenza in canonica – sottolinea padre Francesco – l'accoglienza, l'ascolto e la vitalità sono sempre stati i tratti distintivi della parrocchia di Sant'Antonio, frequentata dai residenti della zona ma raggiunta anche da persone di altri quartieri alla ricerca della presenza francescana. Io sono parroco dal 2003 e ammetto che è un vero dispiacere andare via. Ma è ormai inevitabile».
Prima dei saluti però rimangono ancora sei mesi di inteso lavoro. A cominciare dalla Pasqua per terminare poi con le attività estive, dal campo giochi ai campeggi in montagna.
«In cinquant'anni di presenza qui – conclude padre Francesco – tante persone sono cresciute immerse nello spirito francescano e siamo sicuri che esso non verrà mai meno».
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