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Reggio-Parma, un nuovo rapporto

Mauro Del Bue
Reggio-Parma, un nuovo rapporto

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Prende avvio una pubblica riflessione su un nuovo rapporto tra le due città e le due province. L’appuntamento è fissato per mercoledì 16 marzo con inizio alle 17.30 al Fuori Orario di Gattatico, luogo scelto a metà strada, quasi campo neutro.

Prenderà le forme di un convegno promosso congiuntamente dal circoli Pertini di Parma e dal centro Prampolini di Reggio, del quale sono direttore e Antonio Bernardi presidente. Parteciperanno i sindaci di Parma Pizzarotti e di Reggio Vecchi, i presidenti delle due province Fritelli e Manghi, i vertici delle associazioni economiche e sindacali, gli enti territoriali, le aziende culturali e di servizio pubblico, naturalmente la stampa e le televisioni.

Sarà una sorta di stati generali reggian-parmigiani. Si tratta della prima volta e come tutte le prime volte potrà essere anche un inizio. Mai si era pensato di costruire un rapporto di collaborazione tra queste nostre due realtà, che troppo spesso in passato avevano vissuto momenti di confitto.

Reggio si è sentita storicamente stretta dall’egemonia dei due ducati, quello di Modena e di Parma. Quest’ultima si è posta spesso in alternativa a Bologna vaticinando una nuova regione della quale potersi candidare alla guida. Robe da museo, oggi peraltro anche controproducenti.

Nel momento di crisi della credibilità dell’ente regione, alla luce del superamento delle province, il rischio è quello del riflusso verso i vecchi campanili. Bisogna pensare a un’opera comune di pianificazione delle infrastrutture e dei servizi. Reggio non accetta di far parte dell’area vasta o nuova provincia solo con Modena e propone una nuova provincia dell’Emilia Ovest che da Modena arrivi a Piacenza.

Modena non ci sta e la nuova area metropolitana di Bologna prevista dalla legge, secondo gli auspici del sindaco Merola, potrebbe gettare un ponte proprio alle province di Modena a Ferrara. In ogni soluzione il rapporto tra Parma e Reggio diventa strategico.

Pensiamo alla stazione mediopadana di Reggio che serve almeno quattro province e all’aeroporto di Parma, pensiamo al Parco dell’Alto Appennino che comprende comuni di entrambe le province, pensiamo alla Cispadana, ma anche alla Tibre, e pensiamo ai due teatri e alle due fiere. Possibile non mettere tutto questo a sistema in una dimensione nuove che lo consenta? Al Fuori orario un appuntamento davvero fuori dal Comune.
 

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