Tutti pronti per accogliere i bambini di Chernobyl
Cavriago: a trent’anni dal disastro nucleare, continua il sostegno umanitario Un tir pieno di aiuti e il pranzo di solidarietà per sostenere la comunità di Gomel
CAVRIAGO. Sono passati trent’anni dal disastro di Chernobyl in Ucraina. Era la notte del 26 aprile 1986 quando, durante un test, ci fu un’esplosione che fece disperdere nell’atmosfera grandi quantità di vapore contenente particelle radioattive che si sono diffuse soprattutto nella vicina Bielorussia.
Da 14 anni l’associazione Help For Children, attraverso le famiglie associate, accoglie ogni anno decine di bimbi bielorussi che trascorrono due periodi in Italia, in estate e in inverno. Inoltre, durante l’anno, in collaborazione con l’associazione Mir (“Pace” in bielorusso) che coordina altre associazioni umanitarie, viene raccolto materiale come generi alimentari, indumenti, scarpe, arredi e detersivi per asili, orfanotrofi e ospedali della regione bielorussa di Gomel. In tutto sono 50 le istituzioni che beneficiano degli aiuti umanitari. Tra i progetti anche quello di riuscire a dotarle di cassette di pronto soccorso.
Help for children, il cui presidente è Iader Naldi, e Mir (presidente Gabriele Ravera), hanno sede a Cavriago, in un edificio di via Melloni, offerto gratuitamente dall’impresa edile locale Dall’Aglio.
Mercoledì scorso da Cavriago è partito un tir con venti tonnellate di materiale che è stato raccolto davanti ai supermercati Conad. Il carico umanitario verrà distribuito direttamente dagli italiani che il 22 aprile raggiungeranno la zona di Gomel e vi resteranno per una decina di giorni. Se nelle città la vita è migliorata, in campagna le famiglie sono ancora molto povere e gli aiuti umanitari portano molto sollievo. I bimbi accolti in Italia hanno dai 7 ai 18 anni e hanno tutti una propria famiglia d’origine, perché non è possibile accogliere i bimbi degli orfanotrofi. «Quest’anno io e mia moglie Mirella daremo ospitalità alla figlia del primo bambino che abbiamo accolto e che adesso si è sposato e ha una sua famiglia. In pratica è come se fossimo diventati nonni», afferma Iader Naldi, presidente di Help for children che è stato antesignano perché ha cominciato a ospitare i bimbi nel 1998, prima di fondare l’associazione reggiana.
«Ancora oggi nascono bimbi con malformazioni, anche se il loro numero è diminuito. Quando arrivano in Italia, i bimbi che ospitiamo vengono visitati da un medico e per loro è salutare poter trascorrere alcuni periodi dell’anno lontani da quell’ambiente», aggiunge.
A luglio arriveranno trenta bimbi ospiti di famiglie di vari paesi della provincia di Reggio (Bibbiano, Cavriago, Guastalla, Scandiano, Casalgrande, Reggio, Correggio, Baiso, ma anche Sassuolo) che torneranno a dicembre.
Domenica scorsa, oltre 120 persone hanno partecipato al pranzo della solidarietà che si è tenuto al ristorante la Casa dei Bardi di Cavriago ed è terminato con una mega torta offerta dalla pasticceria Il Quadrifoglio di Scandiano.
«Nell’ultimo anno, la crisi economica in quella zona è diventata gravissima. Per questo rivolgiamo un appello a famiglie nuove perché ospitino un bimbo bielorusso. Invitiamo anche persone che ci diano semplicemente una mano nella raccolta e nella confezione degli aiuti umanitari» conclude Iader Naldi. Per informazioni, si può telefonare a Iader Naldi, tel. 338-315.99.60.
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