Albinea 1945: nuovi documenti sull’attacco degli Alleati
Operazione Tombola, foto trovate anche in Nuova Zelanda: c’è anche il generale di Hitler passato alla Nato
ALBINEA. Destini incrociati, beffardi, quasi irriverenti. Sono quelli che hanno coinvolto gli incursori anglo-partigiani di “Operazione Tombola”, l’attacco al comando della Linea Gotica occidentale a Botteghe d’Albinea il 27 marzo 1945 ed i generali tedeschi obiettivo di quella missione segreta, sferrata nel cuore della notte al suono di una cornamusa.
Scampati all’assalto che mise in ginocchio il comando, qualche anno più tardi gli ufficiali tedeschi del 51° Corpo Alpino, dal generale Friedrich Willhelm Hauck a, soprattutto, l’oberst Georg Gartmayr passarono armi e bagagli con quelli che prima erano i “nemici americani”, ed uno di loro giunse fino ai vertici della Nato. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.13138041:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.13138041:1649688071/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Sono alcune delle controverse storie dei “Tedeschi ad Albinea”, che venerdì verranno presentate alle 18 nella sala della biblioteca civica durante l’inaugurazione della omonima mostra allestita in occasione del 71° anniversario di “Operazione Tombola”, organizzato dal Comune e dalla locale sezione dell’Anpi.
Grazie a documenti provenienti dagli archivi tedeschi, da testimonianze raccolte dai figli del generale Hauck e da fotografie inedite recuperate in Nuova Zelanda dal collezionista Larry Te Koeti ed appartenute al maggiore Klaus Duwell (1917-1998), il numero tre del comando ubicato ad Albinea tra il 1944 ed il 1945 si è iniziato a ricostruire quegli eventi bellici raccontando anche di chi stava dal «lato oscuro della storia». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.13143624:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/03/17/fotogalleria/quando-gli-ufficiali-nazisti-giocavano-a-ping-pong-a-villa-arno-1.13143624]]
Una vicenda, quella dell’occupazione di Albinea, che in due anni e mezzo vide contrapposti, gli uni contro gli altri, anche cittadini tedeschi e austriaci, tra chi rimase fedele al Terzo Reich fino alla fine e chi, con coraggio ed anche al prezzo della propria vita, disse “no” a Hitler e al nazifascismo, come i cinque tedeschi collaboratori della Resistenza giustiziati a Villa Rossi il 26-27 agosto 1944 o, con maggior fortuna, i disertori tedeschi e austriaci Giorgio Reinert, Hans Amoser e Giuseppe Stockert che, arruolati nei partigiani, presero parte all’attacco.
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Al comando del 51° Gebirg Korps, dal 25 agosto 1943 fino al 2 marzo 1945, venne posto il generale austriaco Valentin Feurstein (1885-1970). Ai primi di marzo Feurstein venne sostituito dal generale Friedrich-Wilhelm Hauck (1897- 1979), già a capo della 305ª Divisione di fanteria.
La notte dell’attacco Hauck non era a Villa Rossi, «trovandosi temporaneamente presso alcune divisioni», come ricorda oggi il figlio Gunther. Dopo l’incursione, fu comunque lui, assieme al secondo in comando Georg Gartmayr, a dar ordine che contro la popolazione civile non venisse attuata alcuna rappresaglia. Hauck, il 16 e 19 aprile 1945, come raccontano i figli mostrando una lettera del tempo, «scampò miracolosamente alla morte durante i bombardamenti su Cavriago, contro quel che rimaneva del comando trasferitosi in quel paese dopo l’attacco».
Hauck il 2 maggio si arrese agli americani sul lago di Molveno. Rimase prigioniero di guerra per 4 anni tra Rimini, Taranto, Galles e Londra. La notte di Operazione Tombola a Villa Rossi era invece presente l’oberst Georg Gartmayr (1906-1980). Il numero due, secondo le testimonianze, descrisse «di un feroce attacco con sparatorie dalle scale per difendersi dagli incursori partigiani e paracadutisti». Gli stessi spari che uccisero gli inglesi Riccomini, Bolden, Guscott e ferirono gravemente Glauco “Gordon” Monducci e Michael Lees.
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Le maggiori perdite i tedeschi le ebbero invece a Villa Calvi, dove furono presi letteralmente di sorpresa. Gartmayr rimase leggermente ferito e il 30 marzo 1945 venne decorato con la Deutsches Kreuz in Gold. Trasferito in Slesia, a maggio venne catturato dai russi, che lo tennero prigioniero nei gulag per 4 lunghi anni. A Rimini, Hauck venne interrogato da Lees, al quale raccontò degli «ingenti danni al comando causati dall’attacco».
«Mio padre si era fatto l’idea che chi organizzò quella operazione aveva il testosterone molto alto», dice oggi il figlio Gunther. Al ritorno in Germania, Hauck iniziò a collaborare con la chiesa evangelica e con la divisione storica dell’esercito degli Stati Uniti con l’intento di ricostruire gli eventi della seconda guerra mondiale.
Gartmayr, dopo la dura prigionia nei gulag sovietici, prima lavorò in una banca bavarese, poi, dal 1951 al 1955, come tanti altri ex nazisti e ufficiali della Wehrmacht, si “riciclò”’ in modo molto discutibile in Siria, dove divenne istruttore dell’esercito di quel Paese, impegnato nel conflitto contro Israele.
Come se nulla fosse accaduto, al ritorno in Germania continuò la sua inarrestabile carriera militare: prima ricoprì il ruolo di generale della prima Divisione Alpina della Repubblica Federale Tedesca e poi, dal 1961 al 1964, fu a Parigi al quartier generale della Nato, al comando di Shape, l’unità delle operazioni speciali contro l’invasione sovietica, sotto la cui direzione operava anche la rete clandestina italiana di Gladio. La guerra fredda aveva vinto.
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