Gazzetta di Reggio

Reggio

Da Iren 9,6 milioni di euro ai Comuni

di Enrico Lorenzo Tidona

Reggio brinda, 300 mila euro in più rispetto all’anno scorso. Scandiano e altri 5 hanno venduto azioni e limano la cedola

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REGGIO EMILIA. Il cda di Iren ha deciso di premiare i propri azionisti distribuendo nel 2016 un dividendo di competenza 2015 maggiorato del 5,7%, che per la provincia di Reggio valgono 9,6 milioni di euro. Questo grazie ai conti brillanti messi a segno dalla multiutility, che ha chiuso il 2015 con ricavi superiori ai 3 miliardi di euro (+ 6,6% rispetto all'anno precedente), un margine operativo lordo si attesta a 677 milioni di euro (+8,8%), mentre l'utile netto di gruppo è balzato addirittura del 71,4% a 118 milioni di euro. L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2015 è pari a 2,16 miliardi di euro, in riduzione di circa 117 milioni. I risultati sono stati approvati dal consiglio di amministrazione che proporrà agli azionisti il pagamento di un dividendo pari a 0,055 euro per azione, in crescita del 5,2% rispetto allo scorso anno. Nel Reggiano questo può essere visto con due chiavi di lettura diverse ma che descrivono bene l’attualità e i giochi di forza in atto attorno alla complessa partita con l’azienda, che funge da cassaforte per i comuni ma che non è certo osteggiata per i rapporti commerciali con la clientela. Reggio Emilia, che non ha venduto nemmeno un titolo, questa primavera vedrà ben ripagata la sua fedeltà di azionista incassando circa 300mila euro in più rispetto ai 5,1 milioni di euro del 2015, non certo bruscolini. Scandiano invece, secondo comune reggiano per numero di azioni possedute, è stato costretto a vendere una piccola parte delle azioni di Iren nel 2015 per fare fronte alle spese a sostegno della propria comunità, incassando subito circa mezzo milione di euro. Se non avesse venduto il pacchetto, invece che 360mila euro di cedola ne avrebbe incassati almeno 20mila in più anche grazie al dividendo più favorevole. La scelta effettuata dal sindaco scandianese Alessio Mammi, peraltro coordinatore del subpatto degli azionisti reggiani, non è stata certo facile ma necessaria. Questo perché i comuni non puntellano i bilanci con i “se”, ma con i soldi contanti (e contati) e con i tagli di spesa. A ridurre la propria partecipazione in Iren nel 2015 con piccole vendite sono stati anche i comuni di Sant’Ilario, Albinea, Castelnovo Monti, Vezzano, Casina e Collagna. Limature per azionisti marginali: Reggio Emilia ha quasi 100 milioni di azioni mentre Sant’Ilario, tra i più forti azionisti da noi, ha poco più di 3 milioni di titoli. Sopra i 300 mila euro resta Correggio, Casalgrande è al quarto posto degli incassi con 233mila euro, Guastalla è buona quinta con 182mila. Via via fino agli ultimi della classifica, Vetto, Brescello e Canossa, tutti e tre sotto i 10mila euro. A Fsu, la holding che riunisce i comuni di Genova e Torino, andranno 23,3 milioni di euro cui sono da aggiungersi, per il solo comune di Torino, ulteriori 5,2 milioni derivanti dalla partecipazione di Fct. Parma riceverà 4,3 milioni e Piacenza 1,1 milioni. «Le ottime performance registrate nell'anno - ha commentato l’ad di Iren Massimiliano Bianco - attestano la capacità da parte dell’azienda di implementare rapidamente ed efficacemente le linee guida strategiche delineate nel piano industriale; la razionalizzazione delle partecipazioni ha portato alla costituzione di Ireti, che gestirà in maniera unificata i business a rete del gruppo, garantendo nei prossimi anni importanti efficienze e risparmi».

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