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Il rettore di Unimore: «Stop ai tagli, atenei in crisi»

Andrisano lancia l’allarme: «Non riusciamo ad acquisire giovani e si diventa professori di ruolo a 50 anni»


16 marzo 2016


REGGIO EMILIA. «Sono dieci anni che i tagli continuano, siamo in condizioni molto critiche. Non riusciamo ad acquisire giovani, nuove risorse umane: pesa una scarsissima attrattività per la carriera universitaria in italia, qui la gente entra a 35 anni e diventa professore di ruolo a 50... e sì che si tratta di una carriera importante. Ormai soltanto qualche folle pensa di intraprendere questo percorso, ricco di insidie e di cavilli amministrativi sulla partecipazione ai concorsi».

Arriva da Modena e Reggio Emilia un appello forte e chiaro al governo, e al ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, contro la “dieta” imposta agli atenei. Se in media il calo dei finanziamenti centrali al sistema pubblico è sceso del 5%, l'università accusa un -13%.

Con queste premesse, il rettore Angelo Oreste Andrisano parteciperà «volentieri» lunedì prossimo all'iniziativa nazionale “Per una nuova primavera delle università”, incontrando nel pomeriggio a Bologna gli altri vertici delle università emiliano-romagnole.

In occasione della giornata della “nuova primavera”, infatti, in mattinata ci sarà un appuntamento a tema alla Fondazione Biagi a Modena; nel pomeriggio, invece, Andrisano e gli altri rettori regionali si ritroveranno con il numero uno dell'Alma Mater Francesco Ubertini nell'aula di Santa Lucia, «per sollecitare la politica sia nazionale sia regionale» .

«Dal governo e da chi tiene in mano i cordoni della borsa - è l'appello del rettore di Unimore - ci sia più disponibilità sui problemi delle università italiane, che sono sottofinanziate e stanno soffrendo tagli superiori rispetto alla media del sistema pubblico. Si tratta dell'unico comparto del paese che viene finanziato anche in relazione ai risultati che consegue: siamo valutati da un'agenzia e in base ai risultati otteniamo una quota, l'altra quota viene assegnata sulla base di costi standard oggettivi. Quindi rappresentiamo un'eccezione» si sbraccia Andrisano.

Il rettore di Unimore, ieri a margine di una conferenza stampa al dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” Dief, continua dicendo: «I ricercatori italiani sono apprezzati in tutto il mondo, chiediamo che perlomeno ci sia una maggiore attenzione e una maggiore sensibilità: questi problemi stanno diventando strutturali e possono effettivamente mettere in crisi lo sviluppo del sistema e del paese, gli effetti li vedremo più avanti».

Un altro appello, lanciato dall’Università di Modena e Reggio in occasione dell’iniziativa “Ingegnamoci 2016”, riguarda invece «il numero dei laureati in ingegneria nel territorio che non è sufficiente a soddisfare le richieste delle aziende, nonostante una buona preparazione di base riscontrata».

E così Unimore, appena entrata tra le prime 200 università europee anche grazie all'efficienza nei rapporti con le imprese, rilancia sulla collaborazione con il mondo dell'imprenditoria. Il Dief, in particolare, segna oltre 100 aziende per gli stage curriculari e un'altra cinquantina per quelli attivi al termine degli studi. Il rettore Andrisano ha assicurato tra l’altro che Unimore parteciperà al bando della Regione, in scadenza il 14 aprile, sulle borse di studio per i dottorati e gli assegni di ricerca.

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