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«Ma i sequestri di droga non fermano lo spaccio»

«Ma i sequestri di droga non fermano lo spaccio»

Angela Dodi (Ausl): «L’offerta non manca ed è facile trovare nuove piazze, non esiste una correlazione diretta fra le operazioni della polizia e i consumi»

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REGGIO EMILIA. Continuano i maxi sequestri di droga destinata al mercato reggiano. Solo nell’ultima settimana si è passati dal mezzo chilo di eroina trovata abbandonata al Parco Ottavi ai quattro chili di cocaina trovati in un appartamento di Pieve Modolena, dai cinque chili rintracciati in un’abitazione di Rosta Nuova ai 50 chili di cocaina, marijuana e hashish trovarti in possesso di un corriere poi finito in manette.

Operazioni importanti, quelle portate a termine dalla squadra mobile di Reggio, in grado di impedire che un autentico fiume di droga si riversasse sulle piazze reggiane. Ma cambiando il punto di vista, questi sequestri sono forse in grado di spostare gli equilibri per chi in città assume abitualmente droga e per chi, sempre in città, quotidianamente si trova a combattere le dipendenze patologiche?

«Non c’è una correlazione diretta - afferma la dottoressa Angela Dodi, responsabile del dipartimento dipendenze patologiche dell’Ausl reggiana - tra i sequestri di droga e il numero piuttosto che la tipologia di persone che accedono ai servizi. O almeno, non c’è questa correlazione oggi. Anche perché lo spaccio è talmente diffuso che un sequestro di droga non rappresenta un’emergenza per chi assume droga. Si cambia semplicemente piazza». Difficile stabilire correlazioni anche perché il momento della presa in carico delle persone, da parte dei servizi, «vanno considerati i tempi, spesso lunghi, di latenza».

Su un dato però si possono già piantare paletti: «Nel 2015, rispetto al 2014, se da un lato è stata registrata una escalation del numero di persone che accedono ai servizi (droga e alcol), dall’altro è diminuita l’età di chi si rivolge ai servizi. Anche se - chiarisce la dottoressa Dodi - l’età media dell’utenza in carico si alza. Questo perché sono tanti i pazienti che rimangono in cura per un tempo piuttosto lungo...».

Quanto alle droghe più diffuse, nonostante l’emergere di sempre nuove sostanze, sono sempre loro: eroina, cocaina, e anche cannabis. «Fermo restando - conclude Dodi - che anche chi consuma certe sostanze, se non ha altre patologie o disturbi di personalità o situazioni pesanti a 360 gradi, da nostri servizi non passa».

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