Mariella Burani torna a Cavriago: «Riapro, ma provo malinconia»
La stilista, che ha inaugurato una nuova linea, ha riallestito gli stessi locali dello storico negozio: «Chi accusa la mia famiglia sbaglia»
CAVRIAGO. «Non chiamiamolo debutto. Si tratta di un ritorno in un luogo che mi mette anche malinconia. E chi mi critica dovrebbe farsi delle domande, invece di accusare me e la mia famiglia che ci siamo sempre spesi fino in fondo per il bene dell’azienda e dei dipendenti».
Alla vigilia dell’apertura del nuovo negozio (sabato 19 marzo alle ore 18), che porterà sull’insegna il suo nome e cognome da nubile, Mariella Arduini Burani non ha dubbi. Il ritorno in quella che per anni è stata la sua seconda casa sarà intriso da un’emozione profonda, molto dolce ma, allo stesso tempo, amara.
Che cosa prova Mariella Burani in vista di questo nuovo esordio?
«I miei abiti sono emozioni. Creandoli riesco a ritrovare me stessa. Ma provo anche una forte malinconia perché il negozio sorgerà nello stesso luogo che ho solcato per anni. Da quando, appena maggiorenne, ho iniziato un sogno durato mezzo secolo. E dove, grazie a mio marito, sono riuscita a coronare le mie aspirazioni di stilista. Un luogo in cui avevamo creato un ufficio stile molto compatto, che consentiva alle ragazze con le quali condividevo la mia passione, di concretizzare il proprio talento e trasformarlo in capi bellissimi».
«Il lavoro è sempre stato la mia vita e adesso non posso certo parlare di dolore e angoscia, perché grazie a Pango ho potuto trovare l’opportunità di un nuovo inizio. Ma non posso fare a meno di provare una certa malinconia per certe emozioni già vissute in passato e che rivivrò. Per me è un rimettermi di nuovo alla prova, e non è vero che con il passare del tempo si diventa più forti: io sono una donna molto emotiva e questo esordio mi fa anche paura».
Mariella Burani Fashion Group dava lavoro a tanti cittadini di Cavriago: quando l’azienda ha chiuso ci sono state forti critiche e anche oggi c’è chi storce il naso o è molto negativo sul suo ritorno in paese come stilista ...
«Mi dispiace che si punti il dito così tanto contro di me e la mia famiglia. Mio marito ha dato l’anima per l’azienda, i miei figli hanno cercato di allargarla e dopo la quotazione in Borsa non è andata bene. Io non pretendo parole buone da nessuno, ma ho fatto tante cose positive per questo territorio. Io provo molta nostalgia per il mio staff: dal mio ufficio, scendevo tre gradini ed ero già nel reparto prototipi.
"Noi siamo stati capaci di elaborare il total look nel corso del tempo abbinando agli abiti anche tanti tipologie di accessori. Oggi invece, nel negozio ci sarà solo abbigliamento. Ci saranno capispalla, pantaloni, t-shirt, ma niente accessori. E i prezzi saranno accessibili per tutte le tasche. Voglio che in tante possano indossare i miei capi. Sarà uno stile più essenziale rispetto a quello precedente, di Mariella Burani. Non credo al lusso e all’eleganza strepitosa. Mi piace ideare look che possano indossare tanti tipi di donne. La rete vendita di Pango è in tutta Italia e in tutto il mondo. Io cerco di seguire al meglio tutto quanto riguarda lo stile».
Vive ancora a Cavriago oggi, Mariella?
«Vivo esattamente nella stessa casa di prima, sempre in paese, a Cavriago. Non ho mai voluto spostarmi a Milano, oppure in altre città».
Si pente di qualcosa rispetto al suo passato?
«Quello di cui mi rammarico un po’ è di non essere stata sufficientemente ambiziosa. Non ho mai amato troppo frequentare il jet set. Non sono mai riuscita a partecipare a feste mondane, a coltivare certe frequentazioni. Io sono sempre stata presente con il mio prodotto e quello parla per me e non ho mai sentito l’esigenza di aggiungere qualcosa rispetto alle sensazioni che ho voluto comunicare con le mie creazioni, che hanno sempre riassunto quanto volevo dire».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
