Gazzetta di Reggio

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Nuovo statuto, è già corsa contro il tempo

di Roberto Fontanili
Nuovo statuto, è già corsa contro il tempo

Le modifiche sul voto maggiorato dovranno avere l’approvazione del Consiglio entro fine mese

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REGGIO EMILIA. Il consiglio comunale di Reggio dovrà pronunciarsi sulla modica dello Statuto di Iren che introduce il voto maggiorato per i soci pubblici entro marzo. In base all'accordo con gli altri sindaci dei comuni capoluoghi, si dovrà votare negli stessi tempi. Per cui, ha annunciato ieri il sindaco Vecchi «o si vota il 19 marzo o stante le vacanze pasquali, servirà un consiglio comunale straordinario». Le novità che il sindaco ieri sera in commissione consiliare Affari Generali, che ha visto la partecipazione di una cinquantina di cittadini, (in gran parte contrari alle modifiche dello statuto), sono andate al di là della fretta di chiudere la partita sullo statuto e riguardano anche il rientro di Parma nel patto di sindacato e la rinascita del patto emiliano che raggruppa tutti i 70 comuni emiliani soci di Iren. La modifica dello statuto, ha sostenuto ieri Vecchi «consentirà ai comuni di controllare Iren pur avendo in mano un minor numero di azioni e di poter fare cassa cedendo le azioni non vincolate nel patto di sindacato. Una maggioranza pubblica che già oggi è sotto il 51%. L' operazione consente il raddoppio del peso del voto dei soci pubblici.

Facendo l'esempio di Reggio Vecchi ha ricordato «come la partecipazione in Iren valga oggi 100 milioni di euro, di cui 80 sono rappresentate da azioni vincolate e non vendibili e 20 milioni che sono libere e quindi collocabili sul mercato. Anche se - ha poi aggiunto - la vendita di azioni Iren non è all'ordine del giorno». L'altra novità è il rientro nel patto di sindacato di Parma che dopo essere uscita cedendo il 6% in suo possesso oggi riacquista 1.6% di Iren. Da ultimo i sindaci emiliani ieri l'altro hanno deciso di semplificare l'attuale patto di sindacato di controllo, facendo rinascere il "patto emiliano". Patto in cui saranno presenti tutti i comuni di Reggio, Parma e Piacenza (e nel quale Reggio da solo conta per il 50%, la provincia di Reggio nel suo insieme il 90% e la restante parte è suddivisa tra Parma e Piacenza).

Il patto emiliano peserà in Iren per il 33% con il 33% cadauno che sarà di Torino e di Genova. Il percorso però non convince né il M5S né la Cgil, che sostengono che «in questo modo si va verso la privatizzazione dell'acqua e del ciclo dei rifiuti».

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