Riciclaggio, un giro da 25 milioni di euro
Un anno di attività del comando della Guarda di Finanza nel Reggiano Sequestri antimafia per 11 milioni, 156 le segnalazioni di operazioni sospette
REGGIO EMILIA. Oltre 25 milioni di euro di riciclaggio accertato, 156 segnalazioni per operazioni sospette, sequestri antmafia per 11 milioni di euro.
Sono alcuni dei numeri dell’attività del comando provinciale della Guarda di Finanza di Reggio Emilia, guidato dal colonnello Ippazio Bleve, nel corso del 2015. Un bilancio che ancora una volta traccia il volto di un territorio in cui il fenomeno delle false fatturazioni - come le recenti inchieste hanno ripetutamente confermato, a partire da “Octopus” fino ad arrivare a “Aemilia” - e i collegamenti con la criminalità organizzata hanno un peso rilevante.
CRIMINALITA’ ORGANIZZATA. Il lavoro delle Fiamme gialle si è ancora una volta focalizzato sui patrimoni riconducibili - direttamente o tramite prestanome - alla criminalità organizzata e ai fenomeni dell’usura, del riciclaggio, del trasferimento fraudolento di valori e delle banconote false.
A determinare l’azione degli investigatori spesso sono state segnalazioni per operazioni sospette arrivate dai cosiddetti operatori qualificati - banche e professionisti - nonchè ispezioni antiriciclaggio svolte nei confronti degli intermediari finanziari abilitati.
Complessivamente, sono state sei le persone denunciate per riciclaggio per 25 milioni di euro di patrimonio. Tre gli interventi diretti in materia di usura e dieci le indagini delegate dall’autorità giudiziaria, nel corso delle quali cinque persone sono state denunciate per favoreggiamento: nessuna collaborazione alle indagini. Per una persona indagata per usura è scattato il sequestro di tre unità immobiliari per 360mila euro.
Da registrare anche sette denunce per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, 14 per banconote false e 4 per falsificazione di altri documenti di pagamento. Nove gli interventi a contrasto della criminalità organizzata con accertamenti patrimoniali che, ai sensi della normativa antimafia, hanno portato al sequestro di beni per 11 milioni nei confronti di 34 soggetti. In questo contesto rientra anche il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie in territorio lituano a carico di Nicolino Sarcone, attualmente imputato nell’inchiesta della Dda di Bologna Aemilia.
CONTRIBUTI ALLE IMPRESE. Ma il lavoro degli investigatori di via Mazzini ha guardato anche ai fondi - comunitari, statali e regionali - a sostegno delle imprese riscontrando importanti irregolarità.
Le indagini hanno permesso di accertare che ammontano a 9 milioni di euro i fondi indebitamente percepiti, tre gli imprenditori denunciati per truffa. Si tratta di risorse a carico del bilancio dell’Unione Europea per aiuti all’agricoltura e fondi strutturali, in materia di fotovoltaico e di incentivi alle imprese che arrivano dal bilancio nazionale e locale.
EVASIONE FISCALE. Importanti numeri arrivano anche dal contrasto all’evasione fiscale. Le 73 indagini nel corso dell’anno appena passato e 453 verifiche Iva e di altri contributi, hanno portato all’accertamento di 29 evasori totali (629 quelli scoperti nello stesso periodo sull’intero territorio regionale) e alle denuncia di 202 persone per violazioni penali tributarie in materia di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa o infedele dichiarazione dei redditi e occultamento e distruzione di documentazione contabile.
I dati regionali, su questo fronte, parlano di 1.051 complessivamente soggetti responsabili di 1.401 reati fiscali, di cui il 61% riguarda illeciti più gravi, quali l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e la presentazione di dichiarazioni fraudolente.
Le indagini hanno portato il comando delle Fiamme gialle alla richiesta di sequestro per 55 milioni di euro e al sequestro per equivalente per 1,5 milioni di euro.
Dieci, nel corso del 2015, gli interventi in materia di contrasto dell’evasione fiscale internazionale che hanno portato alla scoperta di due casi di fittizia residenza all’estero (sono 58 nell’intero territorio regionale quelle irregolari riscontrate) e a 8 violazioni in materia di transfer pricing, una tecnica elusiva attraverso la quale operando manovre contabili sui prezzi di trasferimento praticati nelle transizioni infragruppo si spostano redditi imponibili da una società all’altra.
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