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Design e artigianato: apre Officina Gattaglio

di Massimo Sesena
Design e artigianato: apre Officina Gattaglio

Venerdì l’inaugurazione del capannone-studio che prima era un’autofficina Vi lavorano un designer, tre architetti e un creatore di skateboard

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REGGIO EMILIA. Uno lavorava in una grande azienda come web designer ma la scrivania aveva finito per andargli stretta. Altri due hanno iniziato come maker, in quella fucina di idee che è stato ed è ancora il FabLab, decidendo poi di fare un salto in avanti, per dare vita ai progetti che ciascuno aveva in testa.

Marcello Ligabue, designer, Andrea Acerbi e Matteo Ballabeni, architetti ora li potete trovare all’Officina Gattaglio, nome dato al capannone - un tempo autofficina - che si fa strada tra le vecchie e bellissime case del Gattaglio, un pezzo di città ad altissimo tasso di reggianità. In questo capannone che aprirà domani i battenti con il suo nuovo nome e la sua nuova vocazione, Matteo, Andrea e Marcello lavoravano già da qualche tempo, quando alla porta ha bussato un ragazzo di Jesolo, Riccardo Bardella, professione costruttore di skateboard e longboard, che altro non sono che gli skate da velocità. Chi aveva in testa oggetti di design, chi voleva semplicemente uno spazio per continuare a lavorare il suo legno per plasmare le sue tavole. E’ così che l’avventura di questi maker diventati adulti è cominciata. Il collante è stato, ancora una volta, Francesco Bombardi, l’architetto reggiano d’adozione che si è unito a loro per uno dei suoi tanti progetti.

Due anni di lavoro per l’inaugurazione in programma domani alle 19. «A metà tra officina e studio - spiega Ligabue - proprio questo capannone è stato il nostro primo banco di prova. Ci siamo messi al lavoro per creare qualcosa che ci appartenesse. Ora è officina e studio. E presto sarà anche lo showroom dei nostri lavori».

E il risultato di questa metamorfosi ambientale è ben visibile, i segni del design, non mancano: basta vedere come è stata costruita una parete, che separa lo studio dall’officina vera e propria: in pratica un muro di scatole di plastica che separa il lavoro con le mani da quello con la testa, il computer dalla pressa. «Tutto autoprodotto - dice senza nascondere il legittimo orgoglio Andrea Acerbi - dai tavoli di lavoro, fatti con il legno e i tubi idraulici, fino alla pressa che Riccardo (il costruttore di skateboard, ndr) si è costruito da solo, assemblando i materiali più vari». Lavoro da maker a cui ora i quattro+1 dell’Officina Gattaglio vogliono coniugare quello dei designer, per le loro creazioni che - sull’esempio del tagliere creato da Officucina - possono diventare oggetti dal grande fascino, nel campo dell’arredamento e non solo.

massimosesena

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