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Due chef nostrani tra i giudici di Alma nel nuovo reality

Due chef nostrani tra i giudici di Alma nel nuovo reality

VILLA MINOZZO. Ha preso il via domenica un nuovo reality sull’alta cucina, “Il pranzo della domenica” che va in onda ogni settimana, alla domenica, dalle 9.50 su Canale 5. Un cooking show che si...

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VILLA MINOZZO. Ha preso il via domenica un nuovo reality sull’alta cucina, “Il pranzo della domenica” che va in onda ogni settimana, alla domenica, dalle 9.50 su Canale 5. Un cooking show che si svolge nella splendida ambientazione della Reggia di Colorno, a Parma, in quanto sede della Scuola italiana di alta cucina Alma.

Una scuola diretta da Gualtiero Marchesi, uno degli chef più conosciuti al mondo.

Ma questo show parla anche il dialetto dell’Appennino reggiano. Sono ben due infatti i giudici del contest, entrambi docenti Alma, originari dell’Appennino: Bruno Ruffini, la cui famiglia è di Cola di Vetto, e Matteo Berti, originario di Villa Minozzo.

Il pranzo della domenica vede in gara persone comuni animate da una forte passione per la cucina, che hanno come obiettivo quello di entrare all’Alma, la scuola internazionale di Cucina Italiana.

A valutarli, oltre al Maestro Marchesi, ci sono altri tre giudici, Ruffini e Berti appunto, oltre allo chef romagnolo Tiziano Rossetti.

Bruno Ruffini, classe 1979, ha studiato diversi anni in Inghilterra e in Svizzera, ma la sua famiglia vive ancora a Cola. Nel suo curriculum professionale c’è anche l’apertura di un ristorante a Castelnovo Monti, in centro storico, prima di diventare insegnante all’Alma di Parma. Da circa 4 anni lavora con Gualtiero Marchesi nella Reggia di Colorno.

Matteo Berti, responsabile della sezione pasticceria dell’Alma, è invece originario di Villa Minozzo. Anche la sua famiglia vive ancora in montagna, mentre lui ha cominciato a viaggiare presto per formazione e lavoro: ha frequentato la scuola alberghiera a Camogli (Ge), e ha poi lavorato diversi anni in cucina a bordo delle navi, per la Costa e poi con i Lauro. Poi l’approdo all’alta pasticceria, e all’Alma di Parma. Una conferma di come l’Appennino reggiano, nel cuore dell’Emilia, rappresenti un territorio – tempio per la grande cucina italiana. (l.t.)

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