Il teatro Sociale riabbraccia Perrotta e Progetto Ligabue
L’attore sul palco dopo il conferimento della cittadinanza Tanta commozione: «Grazie per avere sognato insieme»
GUALTIERI. «Grazie per aver sognato insieme». È questo uno dei titoli che scorrono prima dell’inizio del dvd “Bassa continua-Toni sul Po” presentato in anteprima martedì sera al Teatro sociale di Gualtieri. Perché agli occhi di Mario Perrotta quanto avvenuto nel raggio di 40 chilometri – tra Guastalla, Gualtieri e Reggio Emilia – tra il 21 e il 24 maggio dello scorso anno ha il sapore del miracolo.
Un tale spiegamento, qui in zona, non si era mai visto: quattro giorni di spettacolo per sei repliche, con 200 artisti di ogni forma d’arte, per quella che ha rappresentato l’ultima parte del Progetto Ligabue, in grado di vincere il premio Ubu 2015 come miglior progetto artistico-organizzativo e il premio della critica 2015 dell’Associazione nazionale critici di teatro. Quella di martedì è stata una serata speciale per tutta la comunità gualtierese, che ha aderito numerosa a un evento, di fatto, storico.
Prima, in municipio, è stata consegnata a Mario Perrotta la cittadinanza onoraria di Gualtieri, davanti ai componenti del consiglio comunale. Qui, il sindaco Renzo Bergamini, il vicesindaco Marcello Stecco e i consiglieri hanno ringraziato l’attore per il suo impegno e per i suoi importanti risultati, che hanno contribuito a dare una nuova chiave di lettura alla figura di Ligabue, e aumentato la popolarità di Gualtieri, grazie a un’opera di grande impatto. Poco dopo le 21 è invece avvenuta la presentazione del dvd “Bassa Continua – Toni sul Po”, l’evento composto da tre spettacoli e dedicato al rapporto tra il “Toni” e il territorio dove visse per 45 anni. Simbolica è stata la scelta della location in quanto, come ha sottolineato lo stesso Perrotta, il Teatro sociale è stato l’epicentro da cui l’intero progetto ha avuto origine. Nel dvd – di cui sono stati proiettati ampi scorci – sono state inserite dal regista Michele Fumeo riprese di quei febbrili giorni. Spezzoni degli spettacoli, ma non solo: “dietro le quinte”, prove, interviste e scene di vita quotidiana che aiutano a capire l’impressionante mole di lavoro che ha portato alla realizzazione dello spettacolo. I percorsi-spettacolo, collocati in paesaggi urbani e naturali differenti tra loro, hanno proposto tre approcci diversi per raccontare il rapporto tra il Toni e quella parte di Emilia che corre dall’ex manicomio di Reggio Emilia fino alle rive del Po: la detenzione in manicomio, il rapporto tormentato col paesaggio urbano e trent’anni di vita solitaria in un bosco influirono infatti fortemente sulla sua pittura. Nel corso della serata, Perrotta ha più volte interrotto la visione per spiegare e contestualizzare le immagini, raccontando ai presenti aneddoti e “segreti”. Nel rivedere certe immagini, l’attore non ha saputo trattenere la commozione: le sue lacrime hanno sottolineato una volta di più la profondità del suo rapporto nato con la nostra terra.
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