Un laboratorio agrourbano per rilanciare il territorio
REGGIO EMILIA. Possono agricoltura urbana e orticoltura divenire uno dei fattori di rilancio di un territorio in fase di transizione socio-economico-ambientale?Potranno divenire parte integrante...
REGGIO EMILIA. Possono agricoltura urbana e orticoltura divenire uno dei fattori di rilancio di un territorio in fase di transizione socio-economico-ambientale?Potranno divenire parte integrante della strategia di sviluppo della nostra città? È questo l'assunto dal quale prende il via il primo Laboratorio agrourbano aperto a tutti i cittadini, organizzato dall'Amministrazione comunale sabato 19 marzo, dalle ore 9 al centro sociale Orologio, in via Massenet.
Oggi in città gli orti urbani pubblici sono più di 350 e si stima che possano arrivare a essere, a fine 2016, circa 400. Si tratta di una porzione considerevole di terreno coltivato da pensionati, famiglie, giovani, associazioni, scuole nel cuore della città. Con il laboratorio di progetto agrourbano “Orti Urbani: coltivare con cura” si propone la possibile visione di un sistema urbano in cui l'agricoltura diviene fattore di sviluppo sociale, economico e ambientale. Com'è organizzato il laboratorio? Sotto la supervisione dell’assessore alla partecipazione e cura dei quartieri Valeria Montanari verrano istituiti cinque tavoli di lavoro su temi come “gli orti urbani come centri di socialità e inclusione”, la “qualità dell’alimentazione”, gli “orti urbani e la città del futuro” e “gli orti come opportunità “per uno sviluppo sostenibile”.
Ogni tavolo di lavoro sarà chiamato a sviluppare proposte e verrà moderato da un facilitatore. I cinque facilitatori sono Damiano Razzoli, docente di comunicazione, nuovi media e semiotica di Unimore, Gio Gaeta responsabile comunicazione di EcorNaturaSi, Marco Aicardi, coordinatore Dimora di Abramo, Matteo Verzelloni, architetto paesaggista, Paolo Crotti, imprenditore agricolo.
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