Gazzetta di Reggio

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«Prima il McDonald’s e ora nuovi negozi: basta»

di Ambra Prati
«Prima il McDonald’s e ora nuovi negozi: basta»

Reggio Emilia, il comitato di Baragalla non accetta compromessi: «Qui il traffico è congestionato e con le nuove attività commerciali peggiorerà»

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REGGIO EMILIA. Oltre alla spada di Damocle del McDonald’s, dove prima c’era il bowling, di fronte alla Coop Baragalla, «sorgeranno due spazi commerciali da 800 mq l’uno (stessa superficie del bowling), dei quali si vedono già le fondamenta».

Un progetto di edilizia privata portato avanti dalla Immobiliare Baragalla Srl, che si occupa di compravendita di stabili effettuata su beni propri - in modo del tutto lecito, sia chiaro - ma «è ovvio che questo non contribuirà certo a diminuire il traffico in un quartiere già congestionato» e il Comitato No McDonald’s, riunitosi mercoledì sera, ha espresso preoccupazione anche per questo nuovo cantiere.

Luigi Montanari, titolare della storica impresa reggiana, precisa: «E’ tutto alla luce del sole. L’ex bowling aveva la destinazione d’uso anche come sala bingo, il Comune concordando con noi ha tolto quell’uso. Lì sorgerà uno spazio da 800 mq, un’attività non alimentare per la quale c’è un affittuario, e altri locali di piccola metratura; per questi ultimi non ci sono trattative concrete al momento. Lo scopo è la riqualificazione dell’area ex bowling, iniziata tre anni fa, e che noi portiamo avanti cercando di realizzare un’architettura di pregio su un terreno grigio, non sottratto alla campagna: sopra il bar Palapa c’è una copertura verde, l’arredo esterno degli 800 mq sarà diverso dal solito ed esteticamente bello. Nulla di cui i residenti debbano preoccuparsi».

Quello di mercoledì scorso, a Casa Bettola, presenti una ventina di persone, è stato un incontro tecnico del Comitato NoMcDonald’s, in attesa del faccia a faccia con gli assessori Mirko Tutino e Alex Pratissoli fissato per la prossima settimana (manca ancora una data precisa), durante il quale il Comitato si aspetta i risultati degli approfondimenti progettuali voluti dal Comune che hanno bloccato il piano del fast food.

L’architetto Chiara Valli, che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo del quartiere studiandosi le carte, ha evidenziato i cavilli tecnici da tenere d’occhio per fare pressione sulla multinazionale, sottolineando che si tratta di una trattativa privata con tutte le carte in regola e suggerendo di chiedere una contropartita al Comune: «Non si può impedire che il McDonald’s si insedi, ma le opere di mitigazione spettano all’amministrazione, che può mettere sul piatto della bilancia alberi, migliorìe stradali e servizi».

Da parte sua, lo zoccolo duro del Comitato NoMcDonald’s ha promesso una mobilitazione perenne, mettendo in campo tante idee (adesivi NoMc da mettere sulle auto, striscioni sull’alimentazione sana, banchetti per raccogliere firme al mercato del sabato in piazza Fontanesi, biciclettata, pranzo o cena di autofinanziamento in strada, incontro con i gemelli australiani), con la consapevolezza che il tempo stringe.

«Il progetto ce lo faranno vedere quando sarà già approvato, bisogna intervenire prima che il cantiere apra, probabilmente a settembre, perché a quel punto sarà troppo tardi - ha detto un attivista - e occorre coinvolgere altri cittadini, perché i Comitati che si chiudono in se stessi sono destinati a fallire: l’inquinamento da smog, la viabilità, i servizi (e non solo i centri commerciali) riguardano tutti i reggiani».

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