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«Subappalti, così si moltiplicano i rischi»

di Evaristo Sparvieri
«Subappalti, così si moltiplicano i rischi»

Il coordinatore Legalità della Cgil Emilia Romagna: «I controlli e le ispezioni sono in calo, le preoccupazioni aumentano»

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REGGIO EMILIA. «È evidente che togliere dei limiti e dei tetti espone al rischio. Se c’è la moltiplicazione dei subappalti, possono moltiplicare anche le conseguenze negative». Dopo l’allarme lanciato dal vicesindaco, Matteo Sassi, anche il coordinatore sicurezza e legalità Cgil Emilia-Romagna, Franco Zavatti, accende i riflettori sul nuovo codice degli appalti: un testo nato con l’intenzione di semplificare le procedure degli appalti, che mette al bando il massimo ribasso, ma sul quale è stata subito focalizzata l’attenzione anche sulla cancellazione del limite alle pratiche del subappalto, ora vincolate a tetti ben precisi. «Anche dall’ambito sindacale c’è stata un’alzata della antenne di fronte a quanto prevede il nuovo Codice – ammette Zavatti – C’è un aspetto che potrebbe essere interessante e positivo. Ma uso il condizionale. E riguarda il fatto che lo smembramento dei grandi appalti in piccoli lavori consentirebbe di favorire giustamente la rete delle piccole e medie imprese del territorio».

Un aspetto, questo, che comunque rischia di venire sopraffatto dal ventaglio di controindicazioni che sarebbero diretta conseguenza del provvedimento. «È evidente che di fronte a quello che potrebbe essere un aspetto positivo, c’è immediatamente l’altra faccia medaglia – aggiunge Zavatti – lo smembramento di grandi lavori in piccoli lavori per concedere anche alle imprese piccole di partecipare si può prestare ovviamente in generale anche ad altri fenomeni».

Il coordinatore sicurezza e legalità Cgil Emilia-Romagna ricorda che «il testo mette dei filtri sui subappalti», come ad esempio il fatto che «le imprese aggiudicatrici vanno segnalate nella partecipazione del bando stesso, per cui l’impresa che vuole subappalatare devo dichiarare prima a quali imprese fornirà il subappalto: si tratta di vincoli che in qualche modo legano l’impresa del subappalto al rispetto delle regole, come ad esempio il pagamento degli stipendi e dei contributi».

Ma, precisa nello stesso tempo Zavatti, «è evidente che togliere dei limiti e dei tetti espone al rischio: quando c'è la moltiplicazione dei subappalti moltiplicano gli effetti negativi. Soprattutto se letto nell’ottica dei controlli e delle verifiche, che invece sono in calo».

Un calo confermato anche dal Rapporto annuale del Ministero del Lavoro sull'attività di vigilanza e controllo, svolta nell'intero 2015, quando le aziende ispezionate sono scese del 7%.

Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, su 2.062 ispezioni nei settori del terziario, alberghiero e ristorazione, il tasso di irregolarità riscontrate è stato pari al 66%. «In teoria - conclude Zavatti – sarebbe importante una moltiplicazione delle attività di controllo e verifica. Ma se, come sottolineano i dati, le ispezioni sono in calo, questo elemento giustifica le proccupazioni».

Preoccupazioni su cui torna anche lo stesso vicesindaco, Matteo Sassi, per il quale il rischio di inquinare i cantieri - sia pubblici che privati - è altissimo.

«Basta che nella filiera dei subappalti si inserisca una ditta irregolare per contaminare tutta la catena - spiega Sassi – Con questa norma si allungheranno a dismisura i subappalti, mettendo in seria difficoltà anche le ditte in regola».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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