Da dieci anni dà la caccia al tesoro del padre morto
Si aspettava un patrimonio ma sul conto del genitore non ha trovato nulla Il tribunale ora chiede alla banca di mostrare la lista di tutte le operazioni
REGGIO EMILIA. E’ convinto che il padre, «un fornaio che ha solo lavorato senza mai concedersi nulla» avesse messo da parte una fortuna da milioni di euro. Un ingente patrimonio che però alla morte del genitore, avvenuta il primo settembre 2004 all’età di 85 anni, non ha trovato da nessuna parte. Per questo il 54enne Mario Mazzacani sta conducendo un braccio di ferro con la banca dove il padre Gino aveva un conto corrente dal 1960.
Il 25 ottobre scorso il giudice del tribunale di Reggio Nicolò Stanzani Maserati ha emesso un decreto ingiuntivo nel quale chiede al Banco Popolare copia dei saldi attivi e passivi, lista delle operazioni e copia delle movimentazioni del conto aperto nella filiale di Cerredolo di Toano dal fornaio di Saltino di Prignano, appena oltre il Secchia,
La banca si è però opposta a questo decreto ed ora dovrà esserci un ulteriore pronunciamento. «L’istituto di credito ha risposto - dice l’avvocato Nino Giordano Ruffini, che assiste il figlio del fornaio - dicendo che quel conto corrente è di fatto privo di cespiti dal 1993. Ma questa è comunque un’anomalia, perché in assenza di soldi, in base alle disposizioni della Banca d’Italia, l’anagrafica andava chiusa. Invece il conto è stato chiuso soltanto nel ottobre del 2004, un mese dopo la morte di Mazzacani».
Il figlio del fornaio sostiene che il padre l’avesse informato di avere un ingente patrimonio ed è convinto che negli anni ’90 lo abbia trasferito in un conto cifrato in Lussemburgo. L’uomo non si capacita di come al momento della morte non siano stati trovati risparmi significativi, se non un conto alle Poste dove c’era la pensione. «Mio padre faceva il pane quando a fare il pane si facevano i soldi. E in paese tutti sapevano che lui ne aveva».
Perché l’anziano genitore si non si preoccupò di informare i familiari sulla esatta consistenza del patrimonio e sulla sua ubicazione? «Perché aveva sempre gestito tutto lui, in modo riservato e la morte è avvenuta improvvisamente».
Mario Mazzacani crede che l’ingiunzione del tribunale possa chiarire una volta per tutte la situazione perché il giudice ha chiesto che siano mostrati tutti i carteggi e i contratti, se esistenti, relativi al conto corrente. «Se mio padre ha portato i soldi all’estero, come ho ragione di ritenere, deve esserci qualche traccia, ad esempio un mandato nella sede generale dell’istituto».
Ieri dalla banca hanno preferito non commentare la vicenda, riservandosi di fare le opportune valutazioni sulla vicenda.
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